25 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Settembre 2021 alle 10:41:00

Cronaca

Agguato alla Salinella, resta la pista della droga

Sfumati i contorni della sparatoria dell'altro ieri. Un 38enne nel mirino


Non ha fornito indicazioni il 38enne “presunto bersaglio” dei colpi di pistola esplosi, attorno alle 11.30 dell'altro ieri, in via Lago di Bracciano.

Un messaggio a colpi di calibro 9, di cui però l’uomo, sentito dagli investigatori, ha detto di non sapere assolutamente nulla. un proiettile ha colpito un’auto parcheggiata nelle vicinanze, un’Audi A2. La Polizia indaga in un clima di comprensibile riserbo; l’ipotesi è quella di un episodio che si inserisce nel vasto sottobosco che in città ruota attorno al mondo dello spaccio, ma siamo comunque nel campo delle ipotesi.

Quello che è certo è che in Questura si punta a fare chiarezza sull’episodio, decisamenre preoccupante. Pochi mesi fa ci scappò il morto, Giuseppe Axo, ammazzato in via Lago di Montepulciano. Contro di lui vennero esplosi una quindicina di colpi, i responsabili vennero arrestati poco dopo. La sparatoria di lunedì mattina resta nebulosa. Ed è “arrivata” dopo che domenica i Carabinieri della Stazione Taranto Salinella hanno rinvenuto e sequestrato una pistola calibro 9 perfettamente funzionante e priva di matricola. L’arma è stata rinvenuta all’interno di un motoape parcheggiato accanto ad una delle tantissime bancarelle che formano il cosiddetto mercatino delle pulci.

“Taranto come una città del vecchio West, dove essere sfiorati da una pallottola camminando per strada, rischiare la vita andando al mercato, è ormai drammatica consuetudine. La sparatoria tra la folla alla Salinella, ennesimo episodio avvenuto dall’inizio dell’anno in città, mette in evidenza una situazione di chiaro rischio, che vede i tarantini inermi di fronte alla violenza. Le periferie, così come la città vecchia, sono di giorno in giorno di più ostaggio della malavita, e tutto questo senza che le istituzioni muovano un dito”, così l’onorevole Vincenza Labriola. “Una situazione emergenziale di pericolo e degrado che necessiterebbe di interventi adeguati. Le forze dell’ordine sul territorio sono del tutto insufficienti e l’esercito, il cui arrivo era stato annunciato diversi mesi fa dal ministro Alfano, non si vede ancora. Il rischio ‘ndrangheta, segnalato dal presidente della commissione parlamentare Antimafia, è al tempo stesso decisamente sottovalutato dalle Istituzioni”.

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