31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 31 Luglio 2021 alle 22:04:00

Cronaca

Taranto, un esercito di precari

I dati del Servizio Agenzia Lavoro e il Tavolo promosso da Nidil Cgil locale


Dall’agricoltura alla siderurgia, a Taranto il precariato non conosce confini.

La scorsa settimana la Camera di Commercio ha diffuso il Rapporto Taranto 2016, un’approfondita analisi della situazione economica del capoluogo jonico. I dati relativi all’occupazione sono risultati tutt’altro che rassicuranti, ne abbiamo reso conto attraverso le pagine di questo giornale. Non meno preoccupante è il profilo degli occupati ottenuto incrociando i dati del Servizio Agenzia Lavoro e Formazione Professionale della Provincia di Taranto.

Il problema non è soltanto il lavoro che manca, ma anche la qualità dello stesso, quando c’è. Le forme contrattuali che i datori di lavoro decidono sempre più frequentemente di applicare sono purtroppo le stesse che vanno ad ingrossare l’esercito di precari già presente sul nostro territorio: somministrazioni, contratti a progetto, apprendistati, tirocini, lavori intermittenti e domestici.

Gli avviamenti al lavoro avvengono per il 90,52% con contratti a tempo determinato. Il “tempo indeterminato” copre soltanto il 6,04% del totale, mentre le altre tipologie di occupazione il 3,44%. Un invito a riflettere sulla qualità del lavoro a Taranto, arriva dal Nidil Cgil provinciale che, lo scorso 21 luglio, ha promosso un Tavolo nella Camera provinciale del Lavoro della Cgil: un confronto che ha visto protagonisti proprio i lavoratori, in particolare i precari. Intanto una prima lettura delle statistiche del Servizio Agenzia Lavoro ci dice che, al 30 giugno 2016, i disoccupati a Taranto erano 77.953, ovvero 527 unità in meno rispetto alla stessa data dello scorso anno (78.480).

Gli stessi dati mostrano una diminuzione anche del numero degli inoccupati (38.694 nel 2016, 39.188 l’anno precedente), mentre gli occupati che nel 2015 erano 143.874, al 30 giugno di quest’anno risultano essere 149.210. Tra i disoccupati, le fasce di età principalmente colpite sono quelle comprese tra i 36 e i 44 anni (oltre 20 mila persone) e i 45 e 54 anni (oltre 20 mila anche in questo caso). I ragazzi tra i 18 e i 26 anni (oltre 11 mila) sono i più coinvolti nella fascia degli inoccupati, coloro i quali infine possono contare su un lavoro sono 42.329 e la maggior parte di loro ha un’età compresa tra i 36 e i 44 anni. Gli avviamenti al lavoro si registrano per lo più nel settore agricolo, con il 53,70% del totale, seguito dall’ambito dei servizi, con il 40,54% e dall’industria dove si riscontra una percentuale pari al 5,59%.

“Come Nidil Cgil – sottolinea Lucia La Penna, segretario generale Nidil Taranto – riteniamo importante ragionare anche sulla qualità del lavoro, sulla forma contrattuale e quindi sulle tutele e i diritti di un lavoratore, perché altrimenti corriamo il rischio di cadere nel ricatto del dover scegliere tra lavoro e diritti. Su questa questione non scendiamo a compromessi”. Il Nidil, come ricorda La Penna, opera in sinergia con le altre categorie della Cgil, allo scopo di trasformare il lavoro precario in stabile: “A Taranto abbiamo una rete di Rsa, lavoratori precari che hanno con coraggio accettato di portare il sindacato, i diritti, le rivendicazioni in azienda, tra i loro colleghi precari. Siamo riusciti ad ottenere piccole ma importanti conquiste, grazie all’impegno di questi giovani delegati. Un esempio l’ultimo accordo siglato per i somministrati Arif”. Tante speranze, non solo del sindacato, sono riposte nella campagna nazionale del Nuovo Statuto dei lavoratori e delle lavoratrici.

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