27 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2020 alle 16:46:59

Cronaca

Quei siriani “rossoblù”

A sud di Roma una comunità di migranti. Con la maglia del Taranto


Quando vedi quei colori, quello stemma, sulla maglia indossata da Mohammed, fuggito dalla Siria distrutta da cinque anni di guerra, ti rendi conto che davvero Taranto sa ancora stupirti.

Un breve documentario su LaStampa.it descrive la vita dei tre gruppi familiari, 22 persone in tutto, e di questi 8 bambini, che dalla Siria hanno trovato rifugio da oltre un mese a Campoleone, quaranta chilometri a sud di Roma. Un agriturismo diventato una sorta di piccolo villaggio siriano. La prima immagine, quella di Mohammed, di sua moglie e di una dei suoi tre figli.

E di un emblema che ti fa sobbalzare, prima, e sorridere, poi, davanti allo schermo di un pc. Quando parla di Homs, e di quel paradiso perduto che è la Siria, Mohammed lo fa indossando una felpa rossoblù. Sul petto campeggia, inconfondibile, lo stemma del Taranto Football Club, la squadra del cuore dei tarantini. Come sarà arrivata quella maglia ‘con i colori più belli del mondo’, come dicono i tifosi di questo club glorioso e troppe volte bistrattato, da un uomo che «ha cambiato posto in cui dormiva quasi cento volte in un anno e mezzo, con la moglie e i tre figli, dopo aver visto distruggere completamente la loro casa dalle bombe?». Forse, questa famiglia che ha perso tutto, tranne la cosa più importante – se stessa – è transitata da Taranto e dal suo porto diventato crocevia di immigrazione. Oppure sarà un dono spedito da qualche anonimo tarantino, e chi è di Taranto saprà quanto ci tengano i supporters ad indossore il loro orgoglio e quanto sia ‘costato’ privarsi di quella che non è solo una felpa. Certo, vedendo il sorriso di questa famiglia, ci si rende conto che ne valeva la pena.

Della Siria, la comunità di Campoleone ripropone l’anima interconfessionale, con cristiani e musulmani arrivati in Italia a fine febbraio grazie ai corridoi umanitari organizzati dalla Comunità di Sant’Egidio, dalla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e dalla Tavola Valdese. Non tutto è facile, ovviamente. Pensi che in questo angolo di Medio Oriente che prova a rinascere, a due passi dalla capitale d’Italia, c’è anche uno spicchio di Taranto, e ti rendi conto che davvero questa città sa stupirti. Sempre. 

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