29 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 28 Gennaio 2022 alle 22:49:00

Cronaca

Museo e non solo: Renzi oggi a Taranto

Alle 11 inaugurazione del secondo piano del MarTa con Franceschini


Ore 11, il presidente del consiglio Matteo Renzi ed il ministro per i Beni culturali inaugurano, oggi, il secondo piano del museo MarTa.

E Taranto si prepara all’arrivo del premier con una pioggia di commenti. “Sembra sia tutto pronto per la messa in scena di questa farsa iniziata con Monti, proseguita con Letta e – dobbiamo ammetterlo – entrata nel vivo grazie alla grande prova d’attore fornita da Matteo Renzi. Il suo arrivo a Taranto, annunciato, rinviato, disannunciato come si usa in radio e tv, e adesso riannunciato per il 29 luglio, sembra studiato perché il premier cammini sulle acque dei Due Mari di Taranto, magari tra due ali di folla festante, tronfi o e giocondo. Ma non è aria, caro presidente del Consiglio. Dovrebbe esserle giunta notizia, speriamo: qui non è aria in senso stretto e in senso lato. Renzi arriva nella città che sta contribuendo a soffocare, deprimendone le aspettative di riscatto, nel vano tentativo di sedurla per sempre.

Il suo Pd, caro premier Renzi, alle recenti elezioni amministrative ha perso in tutti gli 11 Comuni ionici dove si è votato. E altre due giunte della sua coalizione sono cadute ventiquattro ore più tardi. Non è aria, presidente. Se lo faccia dire da chi vive la Puglia sin dalla nascita. A Taranto non è tempo di Happy Days. I giorni felici sono tutti da costruire e di certo non passano dalla logica che il suo Governo sta imponendo al territorio”. E’ quanto scrivono in una nota i portavoce pugliesi europei, nazionali, regionali e comunali del Movimento 5 Stelle.

“L’annunciata visita del Presidente del Consiglio Matteo Renzi nella città di Taranto risuona come l’ennesima beffa in danno dei tarantini, ormai irrimediabilmente abbandonati ed indifesi rispetto ai grandi temi che affl iggono la citta’ e che l’attuale Governo lascia clamorosamente irrisolti. Renzi inserisce Taranto nel suo tour propagandistico delle Regioni del Sud, dimenticando la gravità del confl itto sociale e la crisi economica profondissima che colpisce la nostra città da ormai decenni, con la colpevole complicità dell’amministrazione comunale retta, lo ricordiamo, con numeri determinanti proprio dal Partito Democratico. Disoccupazione giovanile altissima, facoltà universitarie che chiudono, centinaia di esercizi commerciali che abbassano le saracinesche, diritto alla salute fortemente compromesso, trasporti fermi a livelli da dopoguerra, nessuna garanzia sui livelli occupazionali nel siderurgico, assenza di visione e prospettiva futura per la città.

Sono questi alcuni tra i nodi che avremmo desiderato venissero sciolti prima che Renzi arrivasse a Taranto per tagliare un nastro e sfoggiare il completino della Domenica. Questa è una città fatta da gente seria, onesta, che lavora e produce e di certo non basterà una passerella a far cambiare idea ai tarantini su cause e responsabilità dell’attuale disastrosa condizione. Restiamo fortemente delusi dall’atteggiamento di un Premier che doveva essere vicino alle nuove generazioni ma nei fatti si rivela peggio della vecchia politica che a parole ha combattuto ma nei fatti ha sempre favorito”. Così Mimmo Lardiello, coordinatore FI Giovani Puglia e componente della Segreteria Regionale Forza Italia.

Il Comitato per la Qualità della Vita ricorda a Renzi che “venendo a Taranto troverà accanto alle meravigliose e uniche testimonianze archeologiche del MarTa, ma anche dell’intero territorio jonico, una città sofferente moralmente, economicamente, socialmente e con tanti cittadini di tutte le età colpiti dal cancro per effetto delle disastrose politiche industriali che hanno e continuano a guardare al profi tto e non, come sancito dalla nostra Costituzione, alla salute e alla vita”. Il nostro è un popolo che negli ultimi 150 anni e oltre ha subito, per volontà dei Governi dall’Unità ad oggi, la “colonizzazione industriale dall’Arsenale all’Ilva, Cemnentir, Eni, ecc”, cancellando e mortifi cando le vocazioni e potenzialità del territorio e del suoi due mari: maricoltura, professioni del mare, cantieristica, agricoltura, valorizzazione del suo straordinario patrimonio archeologico e culturale”. Annunciate anche manifestazioni di protesta.

Lo Slai Cobas lancia Occupy Renzi: “tutti insieme siamo forti e facciamo sentire un grande grido di protesta e proposta di tutta la città del lavoro, della salute del nuovo sviluppo al servizio della trasformazione della città”. Su facebook è nata la mobilitazione, che coinvolge diverse realtà dell’associazionismo, #tuttamialacittà; alle 9 sit-in in piazza Garibaldi ed alle 18.30 corteo da piazza Immacolata: “Taranto rimane ancora città dei diritti negati: emergenza sanitaria ed ospedaliera, desertifi cazione economica, emigrazione, precarietà, tasso di disoccupazione giovanile al 60%, patrimonio culturale abbandonato, rete dei trasporti e dei collegamenti carente ed ineffi ciente, chiusura delle facoltà universitarie e di importanti presìdi per il territorio (Soprintendenza, Corte d’appello, Tribunale dei minori, etc)”.

Ad intervenire anche il Gruppo Taranto, con una nota fi rmata da Aldo Perrone, Calogero Cangialosi, Angelo Raffaele Pace, Annalisa Friuli, Adolfo Corrente, Vito Donato Litti, Elio Michelotti: “La visita del 29 prossimo di Renzi e del ministro Franceschini certificherà la consegna al nostro Museo del secondo piano ed alla città la sottrazione della Sovrintendenza archeologica della Magna Grecia. Una delle più antiche di Italia; ma il retaggio storico che in altri luoghi d’Italia ha costituito un vanto ed un valore da custodire qui viene fatto scadere a livello di sovrastruttura priva di valore, che calcoli di ragioneria dichiarano inutile. Taranto ha il Museo, cosa vuole di più? Poco importa se la Sovrintendenza della Magna Grecia rappresentava qualcosa di più di un apparato burocratico. Non funzionava bene? Si doveva operare per farla funzionare. Di sicuro non era inutile. Costituiva il riconoscimento dell’identità del territorio che da Taranto s’affaccia sul Jonio, verso Metaponto, Sibari, Crotone; nomi che pretenderebbero rispetto”.

Ieri in piazza Garibaldi a Taranto conferenza stampa sulla nuova legge Salva-Ilva, voluta dal governo Renzi. Sono intervenuti diversi esponenti di associazioni e comitati. A convocarla è stata il movimento studentesco cittadino, su appello di Antonio Lenti. Tra gli interventi, quello di Alessandro Marescotti di PeaceLink che ha parlato di “mostro giuridico”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche