Cronaca

Il Pd è alla frutta. Ora chiudono anche le sezioni


TARANTO – Primo partito della città con il 16% dei consensi. Il Pd ha raggiunto un buon risultato alle ultime comunali. C’è chi spera nella nomina di assessore e chi è già certo di uno scranno nella massima assise cittadina. I “maggiorenti” continuano a mantenere, per ora, le postazioni di comando nelle Istituzioni locali e nazionali. Tutti contenti. Ma mentre c’è chi gioisce, o continua a gioire, per la garanzia di un “posto al sole”, c’è chi, dopo anni di agonia, ha deciso di alzare bandiera bianca. I circoli del Pd di Taranto chiudono i battenti ma a nessuno importa più di tanto. Su dieci circoli due avrebbero già chiuso. Un’altro sarebbe sulla buona strada. Il circolo Fratelli Cervi della Salinella, per tutti, è chiuso. Ma il suo “reggente”, Luigi Villani, ci spiega che non è così.

“Ogni mattina c’è un vecchietto che va ad aprire. E’ vero, mancano gli organi perchè il congresso non si è ancora tenuto. Non posso nascondere che, in questo momento, il Pd sembra avere difficoltà economiche”. Un problema che pare essere alla base della chiusura del circolo Pd di Lama. “Abbiamo chiuso perché abbiamo ricevuto una intimazione di sfratto” ci dice il segretario Wanda Germano prima di aggiustare il tiro: “Penso che riapriremo già a settembre. Per il momento ci riuniamo nella sede provinciale di via P. Amedeo”. Ma il grido di dolore arriva anche da chi, almeno per ora, continua ad aprire le porte del circolo ad iscritti e simpatizzanti. “Non riceviamo alcun finanziamento dal partito centrale e chi ha incarichi non contribuisce alle nostre spese – spiega Dilva De Simei, segretario del circolo Cannata di Solito Corvisea – non dico tanto ma almeno sostenere le spese “vive” come affitto, condominio e bollette”. Alcune sedi tarantine, infatti, sarebbero di proprietà del partito. Per loro non ci dovrebbe essere alcun problema. Per le altre, invece, arrivare a fine mese è quasi impossibile. “La sede è di nostra proprietà – ci spiega Giorgio Fazio, segretario del circolo Di Vittorio di Paolo VI – il nostro segretario cittadino Scarcia ci ha dato qualche consiglio per riuscire a rientrare nelle spese facendo marketing territoriale o con le feste democratiche”. Ma in molti casi non basta. “Da mesi abbiamo sottoposto questi problemi al partito – spiega Carmelo Termite del circolo 1o Maggio di Montegranaro – ma vanno affrontati nelle sedi competenti”. Una crisi che potrebbe ripercuotersi sulle prossime elezioni Politiche. “I circoli non devono servire solo in campagna elettorale – afferma Peppe Fornaro del circolo Pd Talsano – mettiamo i soldi di tasca nostra mentre non si sa dove vanno a finire i finanziamenti”. Una situazione che Emanuele D’Addario, segretario del Borgo, vorrebbe portare all’attenzione dei vertici nazionali durante l’assemblea di domani. “Non possiamo affidarci al buon cuore degli iscritti. La metà dei costi delle tessere va alla Federazione. Per noi non rimane nulla per poter pagare affitto e bollette”.

Fabio Mancini

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