Cronaca

Renzi a Taranto, le voci della piazza tra proteste e tensione. Le foto

Momenti difficili in piazza Garibaldi in attesa dell'arrivo del Premier


Momenti di tensione, questa mattina, in piazza Garibaldi, dove i rappresentanti dello Slai Cobas e gli attivisti di alcune delle associazioni ambientaliste locali avevano organizzato una manifestazione di protesta contro Renzi.

A metà mattinata, quando il premier non era nemmeno atterrato a Grottaglie, le forze dell’ordine hanno dovuto contenere i manifestanti che dopo aver lasciato la piazza, avevano occupato il tratto di corso Umberto sul quale il Museo Archeologico Nazionale (Marta) si affaccia. Si è assistito anche a lanci di uova e di lacrimogeni. Qualcuno è riuscito a rompere il cordone di sicurezza della Polizia, lanciandosi verso l’ingresso del Marta, la sua corsa è stata naturalmente fermata dagli agenti di polizia.

Tra i manifestanti, non tanti come ci si sarebbe atteso, c’erano anche i Genitori Tarantini, con la mega foto comparsa nelle scorse settimane in diverse zone della città e la scritta: “I bambini di Taranto vogliono vivere”; non mancavano esponenti del movimento cittadino dei Liberi e Pensanti e le bandiere rosse di “Sinistra anticapitalista” e del sindacato di base. Alcune donne indossavano una pettorina con lo 048, il codice d’esenzione ticket che identifica i malati di cancro. Tra gli slogan urlati i più insistenti riguardavano il diritto alla salute e le responsabilità del premier, contro il quale i presenti hanno urlato: “Renzi assassino”. In corso Umberto c’era anche Rosa D’Amato, europarlamentare del Movimento 5 Stelle: «Pretendere che la città non si ribelli è pura follia; per Taranto ci vuole un progetto integrato, non interventi spot come quello sul Museo».

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