24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 18:55:18

Cronaca

«No alla svendita di Poste Italiane»

La mobilitazione del Sindacato dei Lavoratori Postali Cisl


«No alla svendita di Poste Italiane».

Continua la mobilitazione del Sindacato dei Lavoratori Postali Cisl contro la decisione del Governo di «“svendere” la più grande azienda del nostro paese». A partire dal 25 luglio e fino al 24 agosto, lo sciopero di tutte le prestazioni aggiuntive dei dipendenti di Poste Italiane, che «a causa dello scarso numero di applicati nelle varie mansioni, si vedono sempre più costretti a copiose ore di straordinario, molto spesso neanche retribuito a causa di qualche “svista” aziendale, oppure come nel caso dei poveri “portalettere”, costretti ad occuparsi di altre zone oltre a quella sulla quale sono applicati quotidianamente.

Tutto questo, ne siamo consapevoli, creerà non pochi disagi ai nostri clienti ma serviva una dura presa di posizione da parte nostra affinché possa essere salvaguardato quel servizio che offriamo ai cittadini sempre con minore qualità». Nella giornata del primo agosto inoltre, proprio in concomitanza col pagamento delle pensioni verrà effettuata una assemblea generale di tutti i lavoratori di Poste dalle ore 8 alle ore 10, che vedrà chiudere nelle prime ore di servizio al pubblico quasi tutti gli Uffici Postali di Taranto e provincia. «Chiediamo ai cittadini di sostenerci – è l’appello di Giuseppe Manfuso, segretario generale Slp Cisl Taranto – perché questa nostra lotta non vuole ottenere benefici esclusivamente destinati ai dipendenti, ma mantenere la nostra Azienda un patrimonio della collettività, che in caso di privatizzazione, con l’incessante ricerca di guadagni degli investitori, non si potrebbe più sostenere. In Poste Italiane tutto potrà accadere, ma noi non resteremo in silenzio, e lotteremo fino alla fine».

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