Cronaca

Bello e impossibile: il Museo c’è, il personale, no

MarTa sotto organico. Il grido dall'arme della direttrice


Al gioiello del MarTa mancano «8 unità di personale di accoglienza, fruizione e vigilanza poiché il personale ora in dotazione è del tutto insufficiente a garantire l’apertura al pubblico del percorso espositivo del II piano del museo di prossima inaugurazione, che si terrà nel mese di luglio alla presenza del ministro onorevole Dario Franceschini e probabilmente del presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi».

Poche righe virgolettate: sono quelle della lettera che il 5 luglio scorso la direttrice del problemi di organico che ne compromettono la funzionalità. All’sos della direttrice del MarTa il direttore generale del ministero, Marina Giuseppone, ha risposto due settimane più tardi, il 20 luglio, facendo appello agli uffici e istituti centrali e periferici del Ministero per verificare se «siano presenti unità di personale interessate a prestare servizio, temporaneamente nelle more dell’espletamento delle procedure di mobilità interna volontaria, presso il Museo Nazionale Archeologico di museo, Eva Degl’Innocenti, ha inviato alla direzione generale del Ministero per i Beni Culturali.

Poche righe per dire che non c’è personale e che così il MarTa, fiore all’occhiello di quella che dovrebbe essere la riconversione culturale ed economica della città, non è in grado di reggere l’impatto con i visitatori. Il clamoroso retroscena è svelato da Repubblica.it, nel blog “Articolo 9” di Tomaso Montanari. Da una parte, dunque, la scintillante inaugurazione di uno dei venti più importanti musei del Paese e dall’altra i Taranto».

Nella sua lettera al ministero la Degl’Innocenti dichiara la «estrema urgenza» di provvedere. L’elenco delle figure professionali mancanti è infatti lungo: tante, troppe per coprire la dotazione di 74 unità di cui il MarTa necessiterebbe. Tra le figure mancanti quella di un addetto al marketing e di un addetto alla comunicazione, la cui assenza costringe la direttrice a «svolgere anche questa funzione oltre alle innumerevoli mansioni». L’elenco prosegue con due funzionari amministrativi, tre assistenti amministrativigestionali, un informatico e web master, un funzionario per le tecnologie («la presenza è urgente»), 6 funzionari archeologi, un architetto, un archivista e le otto unità del personale di accoglienza senza i quali, come detto, risulta difficile «garantire l’apertura al pubblico del percorso espositivo del secondo piano». Chissà se nell’ammirata passeggiata per le nuove sale del MarTa, il ministro Franceschini e il premier Renzi sono riusciti a dare qualche rassicurazione in più alla direttrice.

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