29 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 28 Gennaio 2022 alle 22:49:00

Cronaca

Sviluppo, la ricetta della Uil

Al seminario anche il segretario nazionale della Uiltec, Paolo Pirani. La relazione di Turi


Energia: sviluppo, ambiente e lavoro.

Questo il tema di un seminario di approfondimento organizzato dalla Uil, che si è tenuto nei giorni scorsi con la partecipazione di Paolo Pirani, segretario generale Uiltec, e dei segretari generali Uiltec di Puglia, Filippo Lupelli, e di Basilicata, Giuseppe Martino, di Amedeo Guerrero, segretario generale Uiltec Taranto, e Aldo Pugliese, segretario generale Uil Puglia e Bari. In apertura la relazione del segretario generale della Uil di Taranto, Giancarlo Turi. «Dopo la Uilm, la Uiltrasporti e la Feneal, ora è la volta della Uiltec.

In tutti gli ambiti del lavoro privato, a Taranto, le Federazioni di Categoria della UIL si affermano come le più rappresentative e lo fanno in modo pieno. I numeri sono di quelli che lasciano intravvedere, netta, una posizione (quasi) egemone; si sfiora e, in taluni casi, si supera il 50% dei consensi. Si tratta, va sottolineato, di competizioni vere e sentite, nelle quali la percentuale dei votanti è sempre molto alta. Il consenso premia chi ha difeso, con forza e con chiarezza, il sito produttivo e, di conseguenza, il lavoro ed ha, con la stessa intensità, condiviso i progetti di sviluppo dell’Azienda (l’introduzione della centrale a turbogas, in sostituzione di quella obsoleta ad olio, e il progetto di Tempa Rossa, solo per citare i più recenti).

Lo ha fatto, anche, giocando una battaglia a viso aperto contro una diffusa ostilità di strati consistenti della società civile e di una politica locale ondivaga, sempre timorosa di perdere consenso. La storia ci sta offrendo una nuova opportunità – ha detto Turi – occorre fare attenzione, però, agli imperanti populismi ed alla dilagante demagogia, fattori che minano, in modo evidente, anche l’unità del fronte sindacale. L’iniziativa referendaria in corso è l’ennesima azione divisiva, una guerra tra fazioni condotta con l’abuso degli strumenti di democrazia diretta, che lacera ulteriormente il già fragile tessuto sociale del Paese. Il sindacato intensifichi la sua azione a contatto con i lavoratori, migliori ed affini le sue proposte ponendole al centro dell’agenda politica, prenda sempre più coraggio della sua missione ed avvii un confronto stretto e diretto con la società civile nelle sue diverse angolazioni. Organizzi meglio la sua azione dentro, ma anche fuori dai posti di lavoro. Questa è una parte del patrimonio di conoscenza accumulato negli anni bui della crisi».

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