24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 14:31:49

Cronaca

Spillano 20mila euro ad una anziana disabile

Tre vicini di casa della vittima denunciati dai carabinieri


Prosciugano il conto corrente di un’anziana disabile: tre vicini di casa della vittima incastrati dai carabinieri.

Sono stati i militari della Stazione di Taranto Principale a denunciare a piede libero tre persone per appropriazione indebita e circonvenzione di incapace. Gli investigatori dell’Arma sono riusciti a far luce su una triste vicenda che ha avuto come vittima una invalida di 67enne che vive da sola, La condizione di disagio della donna è stato terreno fertile per tre vicini di casa senza scrupoli, un uomo e due donne, i quali, prima si sono impossessati dei suoi documenti di riconoscimento e della tessera postamat per prelevare ingenti quantitativi di denaro e successivamente, l’hanno indotta a firmare un contratto di finanziamento decennale erogato a suo nome, sottraendole indebitamente somme di denaro sino a diecimila euro.

Tra l’altro una delle indagate aveva ottenuto una delega nella gestione del conto corrente dell’anziana. I tre denunciati, attraverso i prelievi sul conto corrente postale e con il contratto di finanziamento accesso a nome della vittima hanno intascato, negli ultimi due anni, circa ventimila euro. Nel frattempo, la malcapitata è stata costretta a vivere in condizioni di miseria. I carabinieri grazie all’acquisizione dei filmati del sistema di videosorveglianza del postamat hanno identificato gli autori del raggiro.

I tre indagati, una 51enne e madre e figlio rispettivamente di 74 e 38 anni , tutti tarantini, sono stati segnalati all’autorità giudiziaria. Gli investigatori della Stazione Taranto Principale nel corso di perquisizioni a carico degli indagati, hanno rinvenuto e sequestrato i documenti della vittima compreso il postamat utilizzato per i prelievi. Tuttavia l’attività dei carabinieri non si è limitata solo all’aspetto penale ma è stata estesa anche ad un recupero della povera donna finalizzato ad una più accurata assistenza in grado di permetterle una vita più serena. I militari infatti, hanno formalmente interessato i servizi sociali e richiesto all’autorità giudiziaria la nomina di un amministratore di sostegno. Hanno rintracciato senza non poche difficoltà alcuni familiari della vittima residenti in provincia di Bari con i quali da anni i rapporti erano stati interrotti.

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