29 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 28 Gennaio 2022 alle 22:49:00

Cronaca

Lite nell’opposizione dopo la riunione del Consiglio

Polemiche dopo la seduta sul bilancio


È polemica nell’opposizione per la scelta di alcuni consiglieri di garantire il numero legale nella seduta dove si discuteva l’assestamento di bilancio.

«Forse, mai come ieri – attacca Tony Cannone (Conservatori e Riformisti) – vi era la reale possibilità di mandare a casa tutti coloro che in questi dieci lunghissimi anni hanno affossato la nostra città. All’ordine del giorno vi era il punto riguardante il riequilibrio di bilancio. Bene, neanche di fronte a un punto così importante la maggioranza si è presentata in aula in numero sufficiente ad approvare tale provvedimento. Io ed altri ci siamo accorti di ciò ed abbiamo annunciato, come opposizione, all’atto della votazione, l’uscita dall’aula…e sarebbe stato per loro la fine della legislatura. Invece no. Inopinatamente alcuni componenti dell’opposizione, dopo un conciliabolo durato alcuni lunghissimi minuti con consiglieri della maggioranza, sono tornati in aula, consentendo al Sindaco e ai suoi di raggiungere il numero legale e finalmente votare e approvare il riequilibrio».

Di diverso avviso Lina Ambrogi Melle (Ecologisti per Bonelli) e Francesco Venere (Noi democratici per la città che vogliamo). I due precisano di aver votato contro il riequilibrio e i debiti fuori bilancio. Ambrogi Melle e Venere spiegano che se «fosse caduto il numero legale, il Consiglio era già convocato in seconda convocazione il 9 agosto» e quindi non ci sarebbe stato scioglimento.

I due consiglieri affermano di aver «preferito fare un’opposizione costruttiva anziché demagogica, considerando che in questi ultimi sette mesi che ci separano dalla naturale fine di questa consiliatura c’è un tavolo istituzionale molto importante per lo sviluppo di Taranto, il Cis appunto, dove l’amministrazione ha il severo compito di monitorare e soprattutto di non perdere nuovamente i finanziamenti stanziati dal Governo, essenziali per uno sviluppo alternativo alle grandi industrie inquinanti. Sarebbe sconsiderato consegnare la città in questo momento così importante in mano ad un nuovo commissario, anche alla luce di passate esperienze non propriamente positive. Solo a titolo di esempio è il caso di ricordare l’incarico conferito da un commissario straordinario a due legali non tarantini (come se qui non ci fossero professionisti idonei) per il quale il Comune è stato chiamato a pagare una parcella milionaria (8 milioni di euro)».

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