27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 20:41:00

Cronaca

L’India per la prima volta apre al ritorno in Italia di Salvatore Girone

La vicenda dei Marò è ancora in alto mare


NEW DELHI – L’India non si opporrebbe al rientro del marò Salvatore Girone a determinate «condizioni» per sbloccare la crisi diplomatica con l’Italia e rilanciare i rapporti economici bilaterali e anche con l’Unione Europea.

Lo riporta The Telegraph, lo storico quotidiano che ha sede a Calcutta. «Per la prima volta l’India – si legge in un articolo fi rmato in prima pagina – ha uffi cialmente citato delle condizioni in base alle quali il militare Italiano accusato di omicidio potrebbe essere autorizzato a rimpatriare» in attesa della sentenza del tribunale arbitrale costituito presso la Cpa dell’Aja per decidere la giurisdizione del caso. Il giornale cita le trascrizioni delle udienze pubbliche del 30 e del 31 marzo dedicate alla richiesta italiana di permettere a Girone di lasciare l’India. In quella occasione la signora Neeru Chada, rappresentante legale del governo di New Delhi aveva detto che le garanzie offerte da Roma e quelle eventualmente fi ssate dal tribunale internazionale erano sufficienti.

«L’India – aveva detto – deve avere la garanzia che nel caso in cui il tribunale decida che l’India ha la competenza sul caso, la presenza del ‘sergeant’ Girone sia assicurata». Il giornale ricorda che «i due Paesi sono stati impegnati per mesi in negoziati riservati per trovare una soluzione e tracciare una road map per rilanciare le relazioni». Secondo The Telegraph «diverse aziende italiane, soprattutto nel settore delle calzature hanno interesse a investire in India, ma sono state frenate da Roma a causa della contesa sui militari». Le tensioni, inoltre, «hanno oscurato» i rapporti con l’Unione Europea, il principale partner commerciale. Intanto il caso ritorna alla Corte Suprema martedì prossimo per quanto riguarda Massimiliano Latorre, che si trova in Italia con un permesso sanitario in scadenza il 30 aprile. 

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