29 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 28 Gennaio 2022 alle 22:49:00

Cronaca

Una legge speciale per Taranto e scoppia la polemica

Gianni Liviano coordinatore del tavolo. Le critiche di Gianfranco Chiarelli


«E’ un ulteriore tassello che si aggiunge ad un più complesso puzzle che stiamo cercando di completare per rilanciare Taranto valorizzandone peculiarità e potenzialità e per questo ringrazio il Presidente Emiliano e la giunta per aver condiviso la proposta di valorizzare una legge speciale per Taranto che ha l’obiettivo strategico di consentire alla nostra città di riappropriarsi, dello spirito identitario del territorio e cancellare, così, il marchio Ilva per riconvertire l’economia tarantina partendo proprio dalle infrastrutture».

Così Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino, che nei giorni scorsi ha ricevuto l’incarico dal Governatore Emiliano, di coordinare il tavolo tecnico dal quale dovrà scaturire la Legge speciale per Taranto. «Il lavoro – spiega – dovrà essere condiviso con tutti i consiglieri regionali del territorio il cui contributo sara’ assolutamente imprescindibile e fondamentale. Da parte mia l’impegno di coordinare il tavolo tecnico sarà proteso, nei prossimi mesi, al raggiungimento di questo obiettivo che continuerà nel solco di quanto già fatto in questo primo anno di esperienza in Consiglio regionale».

Proprio sulla legge speciale per Taranto, annunciata da Liviano, si registra il commento del deputato dei Conservatori e Riformisti, on. Gianfranco Chiarelli. «Più che di legge speciale per Taranto verrebbe da pensare ai soliti “effetti speciali” a cui Emiliano ormai ci ha abituato. Un ennesimo tavolo tecnico che si aggiunge ai tanti. Una legge per Taranto che andrebbe a sommarsi, ma non si sa con quali reali finalità, al Contratto Istituzionale di Sviluppo, al cui tavolo siede la stessa regione Puglia. E sempre in tema di effetti speciali – spiega Chiarelli – il governatore affida il coordinamento all’ex assessore Liviano, che lo stesso Emiliano, con l’accoglimento immediato delle dimissioni, ha di fatto sfiduciato, omettendo finora di assegnare una nuova delega ad un rappresentante del territorio ionico. Attenderemo ovviamente di comprendere i dettagli di questa ennesimo frutto della creatività di Emiliano, per un giudizio più ponderato, ma il sospetto che si tratti dell’ennesima trovata nella ormai eterna battaglia interna al PD, e in particolare tra il presidente della regione e il capo del governo, appare sufficientemente fondato.

Taranto non ha bisogno di leggi che puntino al recupero dello spirito identitario o che definiscano in astratto canali di comunicazione interistituzionale, quanto di provvedimenti che portino risorse concrete, completino le infrastrutture, attraggano investimenti. Si cominci a rivedere il piano di riordino ospedaliero, ad esempio; si risolva subito l’emergenza oncologica, dotando il Moscati di quanto necessita, si smetta di prendere in giro sull’aeroporto di Grottaglie. Insomma di cose da fare ce ne sono. Si facciano anziché proporre i soliti giochetti da illusionista».

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