14 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Giugno 2021 alle 23:07:08

Cronaca

“Cozze in Mar Grande? Solo per ora”

La Uila: Il trasferimento può essere soltanto una “soluzione tampone”


“Il trasferimento della coltivazione della cozza tarantina in Mar Grande rappresenta un provvedimento tampone. Non può assolutamente essere considerato una soluzione definitiva, come invece può e deve essere pensare e programmare una vera bonifica per restituire il Mar Piccolo ai nostri mitilicoltori una volta per tutte”.

Così Antonio Trenta, segretario generale della Uila Uil di Taranto dopo l’annuncio di ieri del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Il governatore ha infatti tracciato un primo bilancio dopo l’entrata in vigore dell’ordinanza emanata lo scorso 25 marzo, la numero 188, che prevedeva misure straordinarie del controllo dei rischi per diossina e pcb della produzione delle cozze tarantine.

Obiettivo congiunto di Asl e Comune di Taranto, Forze dell’ordine e associazioni di categoria, quello di tutelare un settore, quale quello della mitilicoltura, prioritario quanto storico per l’economia del capoluogo ionico. Circa mille tonnellate di novellame, i mitili al di sotto dei 3 centimetri, sono quindi state spostate dal primo seno del Mar Piccolo al secondo seno o nel Mar Grande, dove la concentrazione di pcb è inferiore rispetto al primo seno. Un’operazione, questa, che il governatore di Puglia ha definito “titanica”, ma che non convince troppo il segretario della Uila Uil.

“Siamo d’accordo con il presidente Emiliano quando afferma che oggi la cozza di Taranto è la più controllata al mondo soprattutto grazie ai recenti provvedimenti fatti dalla Regione Puglia – dice Antonio Trenta riprendendo le parole del governatore – e quando sostiene che il trasferimento si configura come una soluzione compatibile con la salute dei consumatori, a garanzia del settore e del suo indotto. Ma non è così che si può risolvere la questione definitivamente”.

Secondo il segretario della Uila, “adesso bisogna fare di più. E’ necessario restituire ai mitilicoltori gli spazi necessari per produrre e far ritornare sui mercati nazionali e internazionali questo prodotto straordinario”. Trenta si aspetta quindi “una vera bonifica, seria e reale, che porti ad una risolutiva inversione di tendenza. Purtroppo a Taranto la risorsa mare viene paradossalmente sfruttata poco, probabilmente anche perché le attenzioni della politica sono rivolte verso altri settori, di certo strategici ma non gli unici, per fortuna”. 

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