22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 22:53:00

Cronaca

Dalle officine al turismo

Le schede dei progetti del Cis/ L’Arsenale


E’ un capitolo a parte del Contratto Istituzionale di Sviluppo per Taranto.

“Il Ministero della Difesa e il Ministero dei Beni , delle Attività Culturali e del Turismo, previa intesa con la Regione Puglia ed il Comune di Taranto, da acquisire nell’ambito del Tavolo Istituzionale, predispongano un progetto di valorizzazione cul turale e turistica dell’Arsenale Militare marittimo di Taranto, ferma restando la prioritaria destinazione ad arsenale del complesso e le prioritarie esigenze operative e logistiche della Marina Militare”. Un Arsenale 2.0, insomma; sfida tutt’altro che facile. “La specificità delle funzioni dell’Arsenale Militare Marittimo di Taranto, legata alle peculiarità delle Unità Navali militari, rappresenta un patrimonio da preservare quale elemento abilitante per l’espletamento dei compiti che la Marina è istituzionalmente chiamata ad assolvere” si legge nella scheda Cis.

“Peraltro, il programma di ammodernamento dell’Arsenale, iniziato nel 2007, ha subito un forte rallentamento e si rende quindi necessario un urgente finanziamento per poter effettuare i necessari interventi di riqualifica, ammodernamento e messa a norma di infrastrutture ed impianti. Tale intervento consentirà di rilanciare le attività produttive con una ricaduta immediata non solo sull’Arsenale Militare Marittimo e sulle sue maestranze ma permetterà anche il rilancio di tutte le aziende legate all’indotto, con positivi ritorni sulla vita economica e sociale dell’intera area tarantina”.

Viene ritenuto “necessario sostenere la ripresa della produttività dell’Arsenale, prevedendo lo sviluppo completo delle sue funzioni, anche allo scopo di rendere la struttura competitiva nel mercato delle riparazioni navali, promuovendone l’apertura al mercato civile mediante la capacità “dual use” da acquisire. Nell’ambito delle demolizioni navali è inoltre in corso una iniziativa progettuale, denominata “Lamiera a Km 0”, a cura del Polo Scientifico e Tecnologico Magna Grecia (PoliBa, Cnr, ARPA Puglia) e di Confindustria che prevede la realizzazione di un impianto di riciclaggio di navi (mercantili e militari) all’interno delle aree dell’Arsenale di Taranto, favorito, tra l’altro, dalla vicinanza dell’acciaieria Ilva. Qualora tale iniziativa dovesse concretizzarsi, potrebbero essere avviate al riciclaggio in area tarantina le unità navali ivi presenti, che per le condizioni generali non possono essere trasferite in altro luogo, fatti salvi gli impegni già assunti dal Governo”.

Gli interventi da realizzare previsti sono l’esecuzione di lavori di completamento e ristrutturazione delle Officine Polifunzionali, ristrutturazione e messa a norma dei luoghi di lavoro, depositi e capannoni, consolidamento dei bacini di carenaggio in muratura e delle banchine di ormeggio, ammodernamento ed acquisizione dei sistemi di sollevamento di supporto ai bacini di carenaggio, ammodernamento e messa a norma degli impianti e delle strutture dei bacini di carenaggio mobili, adeguamento impianti, installazione di nuovi macchinari e completamento delle dotazioni delle officine e dei laboratori tecnologici, realizzazione delle lavorazioni di urbanizzazione dello stabilimento e adeguamento viario. Il costo complessivo previsto è di 37.193.000 euro.

Non finisce qui. E’ previsto uno “Studio di fattibilità per la valorizzazione culturale e turistica dell’Arsenale Militare”, che passa dall’analisi delle possibili opzioni di valorizzazione culturale e turi stica dell’Arsenale Militare; definizione e target “minimi” di sviluppo culturale e turistico dell’Arsenale militare; individuazione degli asset di offerta (esistenti da funzionalizzare/nuovi da localizzare) e degli standard di servizi da garantire; verifica di compatibilità fra obiettivi e condizioni posti dall’art.8 comma 3 della Legge 20/2015, ovvero valorizzazione turistico-culturale e mantenimento della destinazione ad arsenale e delle esigenze operative della Marina Militare; definizione del piano degli interventi da progettare, realizzare e finanziare; analisi della sostenibilità finanziaria degli interventi e individuazione del possibile/i modello/i di gestione”. Questo è ciò che è su carta. Diventerà realtà?

(3 – fine/ le puntate precedenti sono state pubblicate il 19 ed il 22 aprile)

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