26 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 26 Novembre 2020 alle 15:39:01

Cronaca

Articolo completo / La mala tarantina fa paura: «È la più aggressiva»

L’allarme della Direzione Investigativa Antimafia


Criminalità, nel capoluogo jonico si registra una particolare aggressività, come dimostrano i recenti fatti di sangue.

Sparatorie e due omicidi negli ultimi due mesi. Nel rapporto semestrale della Direzione investigativa antimafia di Lecce, che è stato presentato nei giorni scorsi dal capo sezione, dott.ssa Carla Durante, viene sottolineato che: “Al momento persiste una sorta di inquietante effervescenza sul territorio. La scarcerazione di grossi esponenti della vecchia guardia ha provocato un tentativo di recupero del tempo perduto. È in atto uno scontro con le nuove leve. La risposta delle forze dell’ordine, come visto, non si è però fatta attendere”. E bisogna anche riconoscere che alcuni esponenti della malavita storica sono tornati in cella grazie agli ultimi blitz condotti dalle forze dell’ordine.Per la direzione investigativa antimafia di Lecce la situazione è abbastanza sotto controllo ma il pericolo arriva dai traffici con i Balcani e dalle scommesse.

Per la Dia c’è “una criminalità organizzata fortemente provata dall’assenza di un leader carismatico e dai sequestri di beni. Grazie alle operazioni, soprattutto al sequestro dei beni in possesso dei clan, la criminalità fatica a rimettersi in piedi. Il business c’è, comunque, ed è soprattutto legato al traffico di sostanze stupefacenti e alle scommesse. Il fattore di rischio continua ad essere rappresentato dalle infiltrazioni dei clan proprio nel settore dei giochi, anche on line, con nuovi collegamenti verso l’estero, lì dove sono state costituite le basi logistiche per la gestione dei giochi”.

E’ la fotografia del rapporto del secondo semestre 2015 presentato dalla Dia di Lecce, competente per i territori di Lecce, Brindisi e Taranto. Diminuirebbe invece il numero delle infiltrazioni nel tessuto economico sano, poche le misure interdittive nei confronti delle aziende, ma l’attenzione della Dia non cala. La criminalità per il momento sceglie altri lidi per allungare i tentacoli verso le aziende, ma comunque si rinnova, spostando l’attenzione verso le attività più produttive. Nel leccese nel mirino è il settore turistico, mentre nel tarantino è la pesca. Cambiano le modalità di aggressione sul territorio: la criminalità agisce sempre di più nell’ombra, in silenzio, per non provocare allarme sociale. Aumentano gli atti criminali compiuti con “metodo mafioso” di persone che, pur non appartenendo a clan, adottano gli stessi metodi, praticando vessazioni e minacce.

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