17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 00:33:00

Cronaca

Vittime di violenza: il percorso della Asl

Dal pronto soccorso al reparto, ecco che cosa cambia


Un percorso che, dal pronto soccorso, conduce al reparto.

E lo fa, lo deve fare, con quella capacità di ascolto e di protezione dovute a chi chiede aiuto dopo aver subìto la più odiosa delle offese. Un “percorso clinico assistenziale ospedaliero per la presa in carico di persone vittime di violenza di genere”: lo ha deliberato la Asl di Taranto, con “un provvedimento immediatamente esecutivo, per ragioni di urgenza”.

La delibera è firmata dal direttore generale, Stefano Rossi, su proposta dei dottori Vito Giovannetti, direttore della Struttura Complessa Coordinamento Sociosanitario e Oliviero Capparella, dirigente medico Direzione Medica del Presidio Ospedaliero Centrale. Proprio il dott. Capparella spiega a Taranto Buonasera i punti principali dell’iniziativa, che si propone di ‘prendere per mano’ chi è vittima di violenze sessuali, «un fenomeno che purtroppo è presente su questo territorio», non può essere sottovalutato e che colpisce, «oltre alle donne, anche minori di sesso femminile e maschile».

Non a caso, la meta del cammino iniziato al pronto soccorso è il reparto ospedaliero che nella maggioranza dei casi è ginecologia, ma può essere anche chirurgia o pediatria. «Predisponiamo un’accoglienza, al Pronto soccorso, in un luogo più ‘riservato’ rispetto a quanto accaduto sinora» dice il dott. Capparella, «e da qui inizia un percorso con dei punti di riferimento che non sono solo medici e infermieri, ma anche psicologi ed assistenti sociali. Tutto verrà codificato in scale di valutazione, dei report che confluiranno nella Struttura di Medicina Legale» e che potranno essere utili in sede anche investigativa. Altro pilastro del progetto, quello della formazione professionale che coinvolgerà, oltre al personale sanitario, anche le forze dell’ordine.

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