25 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2022 alle 19:57:00

Cronaca

«Call center? Bomba pronta ad esplodere»

La Slc Cgil sulle vertenze di Almaviva e Gepin


«Lo sappiano soprattutto le istituzioni,da quelle locali e nazionali: i comunicati di solidarietà e sostegno sono importanti,ma vogliamo fatti. E lo diciamo prima che la bomba esploda,allertando tutti e richiamando alle proprie responsabilità i vari soggetti in campo».

E’ quanto dichiarano Andrea Lumino (coordinatore call center Slc Cgil Puglia) e Nicola Di Ceglie (segretario generale Slc Cgil Puglia) in merito alle vertenze Almaviva e Gepin che, secondo i sindacalisti «riguardano la tenuta occupazionale nei call center pugliesi. Vertenze come quelle Almaviva e Gepin, con le loro conclusioni,inevitabilmente riguarderanno anche noi. In che senso? Nel senso che rimaniamo interdetti e non comprendiamo le ragioni, se non si riesce ad imporre ad aziende pubbliche, come Poste ed Enel, l’applicazione di una legge come quella sulle clausole sociali votata dal Parlamento.

Rimaniamo ancora più interdetti se, numeri alla mano, non ci si rende conto che il Jobs Act è stato utilizzato in maniera distorta e che diverse aziende hanno utilizzato gli incentivi previsti dalla riforma per abbattere il costo del lavoro e quindi aggiudicarsi gli appalti. Riteniamo aberrante leggere le continue dichiarazioni in cui si vuole «normalizzare» questo settore così pieno di giovani e donne, ma non si vogliono estendere anche a noi gli ammortizzatori sociali ordinari, per cui ci si considera evidentemente di serie B. Noi – dicono dalla Slc Cgil – sosterremo tutti quelli che sino ad oggi hanno sostenuto le nostre lotte, come quello della clausola sociale.

Ma siamo al paradosso che non si ha la forza di farla applicare,così come non si riescono ad imporre le sanzioni in materia di delocalizzazione previste dal 24 bis. Non giriamo intorno: è un problema di volontà politica. Il Governo però deve chiarire definitivamente la posizione e non si può continuare a mediare sulla pelle viva di giovani e donne. E se non lo fa, domani oltre a Roma, Napoli e Palermo, ci saranno Taranto, Bari, Lecce e tutte le altre città in cui i call center sono uno sfogo occupazionale alla disoccupazione ed alla crisi del sistema industriale. Per questo, sostenendo il difficile momento dei lavoratori di Gepin ed Almaviva, come Slc Puglia mettiamo in guardia, sin da ora, che nei prossimi mesi, qualora non si arrivi ad una positiva definizione di quelle vertenze, anche noi non piegheremo la testa e chiameremo alle proprie responsabilità tutti, nessuno escluso».

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