Cronaca

Servizio caldaie ancora fermo

L’allarme dell’Associazione Manutentori e degli ex Isolaverde


Tornano a protestare i responsabili del servizio impianti termici della Provincia di Taranto.

Gli ex dipendenti Isolaverde, società partecipata dell’Ente che ha chiuso i battenti dopo sette anni di attività, sono in questo caso sostenuti dall’Associazione Manutentori Jonici (Amj). “Vogliamo esternare il disagio e la delusione per gli ennesimi ritardi che il servizio di verifica e controllo impianti termici fa registrare – si legge in un comunicato di Vito Del Giudice, presidente Amj”.

I rappresentanti dell’associazione ricordano che tuttora l’attività è nelle mani della Provincia di Taranto, sia per i residenti del comune, sia per quelli della provincia. “Siamo all’ennesimo rinvio, nonostante il cronoprogramma consegnatoci il 13 giugno, dal quale si evinceva l’imminente avvio del servizio impianti termici che attraverso la partecipazione degli ex Isolaverde forniva una prestazione che ormai non rispettava più la legislazione vigente. E’ anche vero che i cittadini della provincia jonica, a differenza dei residenti nel capoluogo, stanno continuando ad ottemperare alla legge, continuando ad effettuare regolarmente l’attestazione di versamento, come è anche vero che molti cittadini hanno smesso di versare la quota a causa del mancato servizio (non esistono ispezioni e sportelli adeguati a dare le giuste risposte) e soprattutto per la gran confusione generata dalla chiusura della società Isolaverde. Discorso diverso per il comune di Taranto dove il servizio è ormai fermo da ben 4 anni.

Siamo preoccupati perché l’inverno è ormai alle porte e noi manutentori non abbiamo risposte certe da dare ai cittadini, non possiamo lavorare con assoluta trasparenza e infine, ma potremmo continuare, non sappiamo a chi comunicare eventuali criticità sugli impianti che riguardano la sicurezza”.

Di completa inefficienza, da parte della Provincia, parlano anche gli ex dipendenti di Taranto Isolaverde che sottolineano come sia stato innescato un processo che ha condotto, in maniera graduale, all’attuale stato delle cose. Gli ex lavoratori della società multiservizi puntano il dito contro i dirigenti che si sono avvicendati alla sua guida. L’attività di manutenzione delle caldaie, degli impianti termici in generale “è stata lasciata – si legge in un comunicato a firma di Vincenzo Mastrangelo – al libero arbitrio dei capricci della dirigenza societaria (di Isolaverde)”. La nota dell’ispettore degli impianti termici, ex Isolaverde prosegue, soffermandosi sulle modalità di gestione del servizio impianti termici. “Per lunghi anni, le risorse sono state destinate a tutta la società, contravvenendo alle disposizioni di legge e non potendo così offrire standard di efficienza che andavano garantiti, a seguito di una deficitaria riduzione dell’orario lavorativo degli addetti e della distrazione delle risorse economiche, nonostante gli elevati introiti garantiti dai versamenti dei cittadini. Tutto ciò sarà evidente solo dopo la pubblicazione dei bilanci.

Siamo in presenza di un innegabile ed evidente danno erariale, che non può essere nascosto; l’utenza sta subendo un abuso per un servizio non reso, in spregio alla serietà degli utenti stessi. Auspico un rientro alle attività di tutti gli addetti, precedentemente impiegati fin dal 2001, data di origine del servizio”. La nota di Mastrangelo si conclude con l’auspicio che tutte le associazioni di categoria intraprendano una comune azione di protesta per sollecitare la Provincia in favore dei cittadini e dell’ambiente.

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