30 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Luglio 2021 alle 05:47:00

Cronaca

«Contro di noi critiche ingiuste»

Travolti dalle polemiche e dall’ironia del web, Cosa e Scasciamacchia si difendono


«Risulta sempre più difficile comprendere alcuni stati d’animo mostrati da persone che avrebbero potuto, ancora una volta, cogliere l’occasione per prestare suggerimenti o quanto meno criticare al fine di costruire. Certo è che, quando si evidenziano i risultati raggiunti dalla giunta Stefàno, a qualcuno non gli va giù».

Questa è la replica degli assessori Francesco Cosa e Gionatan Scasciamacchia in riferimento alle polemiche generate, da alcuni esponenti politici e non, espresse soprattutto attraverso i social network, dopo la divulgazione dell’ultimo comunicato stampa dei due assessori SdS, i quali, nel testo, esprimevano soddisfazione circa il boom di turisti in città e evidenziavano le motivazioni per le quali questo fenomeno è in netta crescita.

«Dopo il nostro comunicato – affermano i due assessori – avremmo gradito che si fosse attivata una costruzione di idee, da parte di tutti, al fine di migliorare. Invece come al solito si è usciti fuori tema. Non si comprende come mai, quando vi è da discutere di problemi della nostra città, le competenze e le colpe ricadono sempre e solo sull’amministrazione comunale, mentre quando si evidenziano i successi e i risultati, il merito va solo ed esclusivamente ad altri. Sarebbe stato appropriato dare a Cesare quel che è di Cesare proprio come evidenziato nel nostro comunicato. Sarebbe stato opportuno leggerlo nella sua interezza anziché soffermarsi solo sul titolo. Quale è stato il risultato? Anziché lavorare insieme al fine migliorare l’accoglienza verso nuovi flussi turistici, l’argomento si è spostato sulle blatte e sul provvisorio accumulo di carte vicino ai cestini presenti nel centro cittadino.

Bene, al solito si fa finta di non comprendere che alcune problematiche presenti nella città di Taranto sono non di competenza comunale (ad esempio l’invasione delle blatte ricade sulla competenza dell’Acquedotto Pugliese e condomini di privati, visto che le tane sono nelle condotte fognarie). Avremmo invece gradito ascoltare ulteriori suggerimenti, su come, ad esempio, erogare ulteriori borse di studio da destinare agli archeologi impegnati negli scavi del Castello Aragonese, borse che da anni sono retribuite dall’amministrazione comunale; o avremmo preferito ascoltare suggerimenti su come migliorare il servizio di pulizia e fornitura di nuovi arredi nel centro cittadino magari attenendoci allo stile del borgo Umbertino, o su come incrementare le risorse per la riscoperta di altri ipogei in città vecchia portati alla luce da questa amministrazione. Ma di tutto ciò il nulla. Soltanto critiche che continuano ad far emergere una divisione della nostra città».

Da qui l’invito dei due Assessori S.D.S.: «Viviamo in una società con un’alta percentuale di critiche spesso pretestuose, polemiche, aggressive e non costruttive. Questo spinge a vivere nel dubbio e nell’incertezza. Il nostro obiettivo è quello di ricevere critiche costruttive che consistono nel fare una lettura della realtà partendo dal proprio patrimonio di valori e di conoscenze e non attraverso il sentito dire. Il tutto al fine di raggiungere un giudizio il più possibile obiettivo e indirizzato verso il bene comune e la verità».

IL COMMENTO DELLA REDAZIONE
Ai due assessori si può concedere l’attenuante della buona fede, in parte dell’inesperienza.

A nessun politico navigato e ben saldo con i piedi per terra sarebbe mai saltato in mente di mettere il cappello su alcuni ancor timidi ma incoraggianti successi dell’estate tarantina che nulla hanno a che fare con l’attività dell’amministrazione comunale. Dipingere la Taranto di oggi come la fenice resuscitata dalle ceneri del dissesto – come è stato fatto nel loro primo intervento – è di una ingenuità che fa quasi tenerezza.

Non solo perché il Comune dopo dieci anni non è ancora riuscito a mettersi alle spalle il dissesto (alcuni studi mettono anzi in guardia dal rischio di un dissesto bis), ma soprattutto perché dieci anni di amministrazione Stefàno non sono serviti a tracciare una prospettiva per la città e nemmeno a renderla più accogliente. A ben vedere, Taranto oggi è straordinariamente accogliente solo per un particolare tipo di turisti estivi: le blatte. Per gli scarafaggi, cioè. Ah, già: è materia di Acquedotto, non del Comune, come ricordano i due assessori. La crociata anti-blatte non è compito loro. Questione di competenze, appunto. Quelle che ancora oggi è difficile scorgere nel plotone di assessori schierati da Stefàno in questi anni. Le blatte, quindi, possono stare tranquille: nessuno le scomoderà dalla loro villeggiatura.

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