25 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Novembre 2020 alle 17:23:31

Cronaca

Il processo Ilva nell’aula bunker

A giorni il collaudo nella vecchia corte d’Appello


In quell’aula sono andati in scena i grandi, storici processi alla mala, da Orrilo a Ellesponto.

Adesso ospiterà quello che è destinato a diventare il più importante processo della storia non soltanto giudiziara di questa città, vale a dire Ambiente Svenduto. A metà settembre si attende il collaudo e la successiva riattivazione dell’aula bunker presso la vecchia corte d’appello, di fronte alla sede nuova, al rione Paolo VI. Sarà in quell’aula, dove i boss storici della Taranto a mano armata hanno ascoltato i verdetti che li riguardavano, che troverà posto la pletora di imputati eccellenti nel procedimento sul disastro ambientale che ha avvelenato Taranto.

Alla sbarra i vertici e lo stato maggiore dell’Ilva targata Riva, ma anche politici ed amministratori locali, come il sindaco Ippazio Stefàno, l’ex governatore pugliese Nichi Vendola e Gianni Florido, che si dimise dalla carica di presidente della Provincia dopo l’arresto. L’aula bunker è nella competenza del Comune, dopo un accordo con la Provincia. Complessivamente, la cifra necessaria per l’imponente opera di manutenzione straordinaria che renderà di nuovo fruibile la struttura è stata di un milione di euro. L’appalto è stato aggiudicato nel marzo del 2015 ad un’associazione temporanea d’imprese tra Chemipul, Alea Costruzioni Generali e Tms Engineering. Già la prossima udienza del maxi-processo all’Ilva potrebbe quindi andare in scena al Paolo VI, in un contesto all’altezza della situazione e che renda più agevole lo svolgimento del processo in cui sono coinvolte anche centinaia di parti civili.

Tra gli imputati ci sono i fratelli Fabio e Nicola Riva, della proprietà Ilva (oggi in amministrazione straordinaria), l’ex presidente Bruno Ferrante, l’ex responsabile dei rapporti istituzionali Girolamo Archinà, gli ex direttori di stabilimento Luigi Capogrosso e Adolfo Buffo, l’ex direttore di Arpa Puglia Giorgio Assennato, l’avvocato Francesco Perli (uno dei legali dell’Ilva), l’ex presidente della commissione ministeriale che rilasciò l’autorizzazione integrata ambientale all’Ilva, Dario Ticali e il deputato di Sel (ex assessore regionale) Nicola Fratoianni. L’elenco delle contestazioni comprende, tra gli altri, i reati di associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale, avvelenamento delle acque o di sostanze alimentari, concussione aggravata, corruzione in atti giudiziari, getto pericoloso di cose, omissione di atti di ufficio, omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro e due omicidi colposi.

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