Cronaca

Rischio terremoto a Taranto, «Città Vecchia, proposte ignorate»

Parla Antonio Curri, presidente dell’Ordine degli Ingegnieri della provincia di Taranto


«Dobbiamo registare come, da parte dell’amministrazione comunale, si registri un mancato coinvolgimento in merito a un tema come quello della salvaguardia degli edifici e del recupero della Città Vecchia. Le nostre proposte sono state essenzialmente ignorate».

Contattato dal nostro giornale, usa toni pacati, Antonio Curri, presidente dell’Ordine degli Ingegnieri della provincia di Taranto. Le sue parole però riportano in primo piano la scarsa capacità di dialogo del Comune con le professionalità del territorio, come nelle scorse settimane aveva sottolineato l’Ordine degli Architetti. Come riportato da Taranto Buonasera nell’edizione di ieri, nella classificazione di riferimento dei geologi, recepita dalla Regione nel 2004, Taranto rientra in zona 3, prima del 2003 non era stata nemmeno classificata. Su una scala da 1 a 4 l’area jonica è a medio/basso rischio sismico, il Salento è invece in zona 4 (meno pericolosa sismicamente), mentre alcuni paesi del subappennino dauno rientrano nella categoria 1 (elevato rischio sismico).

Ma il rischio crolli a Taranto è reso elevato, come testimoniato dalle cronache, dalle condizioni di degrado che si registrano nell’Isola. Ed era stata l’Ance, l’associazione degli Edili di Confindustria, a stigmatizzare la devoluzione ad Invitalia delle attività di affidamento degli appalti di progettazione ed esecuzione delle opere previste nel Contratto istituzionale di sviluppo, parlando di un vero e proprio commissariamento.

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