20 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 22:59:00

Cronaca

Illuminiamo il futuro dei bambini

Le associazioni locali a sostegno della campagna nazionale Save the children


Un proverbio del Burkina Faso recita: “Se le formiche si mettono d’accordo, possono spostare un elefante”.

L’associazionismo locale impegnato in favore dell’infanzia e dell’educazione sostiene, in questi giorni, Illuminiamo il futuro, campagna lanciata anche quest’anno, dall’organizzazione internazionale Save the children, nella settimana dal 9 al 15 maggio. Eventi ed iniziative lungo tutta la penisola per contrastare la “povertà educativa” in Italia e sostenere i Punti Luce, luoghi dove i bambini possono giocare, imparare, crescere, seguiti nel modo giusto dagli adulti, in maniera del tutto gratuita.

Anche Taranto ci sta provando, ad “illuminare il futuro”, attraverso il lavoro della sezione locale di Save the children, dell’Aciragazzi, dell’associazione GenitoriAmo, dell’Arci Servizio Civile, della società cooperativa La Vela, di operatori degli asili nido, e di cittadini interessati a promuovere la cultura del sociale. La Puglia è seconda in Italia per “povertà educativa” di bambini e adolescenti.

“A Taranto abbiamo un vantaggio rispetto ad altri centri pugliesi: gli asili nido comunali. Anche se alcuni di essi sono a rischio chiusura proprio nel momento in cui parliamo; siamo tra le città del Sud che offrono maggiori servizi per i bambini da 0 a 3 anni. Certo siamo ancora lontani dagli standard europei, ma ci stiamo impegnando per conservare quel che altrove si è già perso da tempo”.

Così Ermelinda Boccuzzi, pedagosista responsabile di un nido comunale di Taranto, ieri al tavolo dei relatori, con Veronica Buccoliero, psicologa e psicoterapeuta, di un seminario di studi dal titolo “Se non la smetti ti lascio qui! Piccoli grandi ricatti per un’educazione sempre più violenta”. Un incontro tenutosi presso il Centro per la Cultura dell’Infanzia e organizzato nell’ambito della campagna Save the children. Una riflessione sugli effetti negativi dell’uso della violenza fisica, verbale e psicologica sui più piccoli, soprattutto in ambito familiare.

“E’ importante costruire una buona relazione con ragazzi e bambini, basata sull’empatia e sulla comunicazione – sottolinea Boccuzzi – la violenza incrina la sicurezza dei bambini e il rapporto con i genitori e gli educatori, crea danni che possono essere permanenti, compromette le capacità dei più piccoli di diventare degli adulti consapevoli delle proprie possibilità. Chi riceve violenza è poi portato a restituirla”.

L’educazione è fatta di lentezza, di piccoli passi, risultati da raggiungere poco alla volta, come quelli raccolti finora dalla campagna Illuminiamo il futuro. Per stasera l’invito è “Scambiamoci un libro”, che è anche il nome dell’iniziativa organizzata e promossa dall’associazione GenitoriAmo, con i ragazzi del Leo Club. Negli spazi della scuola “G. Moschetti”, in via Sorcinelli 69, tra le 17 e le 19, i ragazzi e i bambini potranno scambiare con gli altri, un proprio libro. Nel pomeriggio è prevista anche una lettura “animata” di un racconto. L’intento è quello di combattere la povertà culturale ed educativa e “trasmettere” il piacere e l’interesse per i libri e la lettura. L’associazione di volontariato GenitoriAmo promuove attività che supportano le famiglie adottive e non. Illumiamo il futuro ha trovato anche il sostegno della cooperativa La Vela, la società che gestisce il servizio di Unità mobile “Metroland”. In quest’ultimo anno essa ha stazionato in strada e nei luoghi di maggiore aggregazione giovanile, nelle ore notturne e diurne, per incontrare i giovani tarantini, informarli e sensibilizzarli sugli effetti e sui rischi legati all’assunzione di droghe, di sostanze psicoattive, all’uso e all’abuso di alcol. Comportamenti che anche un’educazione violenta può favorire.

L’Unità Mobile ha monitorato, con le proprie attività, anche la diffusione del fenomeno del gioco d’azzardo, del quale questo giornale si è occupato, qualche settimana fa. I giovani hanno bisogno di essere ascoltati, di confrontarsi, esattamente come le “persone bambine”. Un’espressione che dovremmo adottare più spesso.

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