Cronaca

Incidenti falsi ma truffe autentiche: trecento imputati


TARANTO – Un numero esorbitante di imputati. Degno della capitale delle truffe con gli incidenti falsi. Approderanno in udienza preliminare, la prossima settimana, due distinti procedimenti che hanno inquadrato il fenomeno dei sinistri falsi in riva allo Ionio. Sono 220 le persone accusate nel primo caso, 75 nel secondo. Numeri che possono impressionare, ma non stupire. Del resto, dal 2008 fino ad oggi la Polizia Stradale ha denunciato un esercito di persone per falsi incidenti. Circa mille “professionisti” delle truffe alle assicurazioni finiti nella rete e il numero pare sia destinato ad aumentare sempre più. La media di quasi un denunciato ogni due giorni: nel 2008 sono stati centotrentaquattro, l’anno successivo centodieci, nel 2010 trecentodiciannove e nel 2011 duecentocinquantasei.

Ma il trend probabilmente è destinato a salire visto che nei primi mesi del 2012 si registrano già oltre centocinquanta segnalati all’autorità giudiziaria. Grazie alle indagini condotte dalla Squadra di polizia giudiziaria della Stradale sono venute a galla decine di incidenti denunciati più volte dalle stesse persone o dai loro famigliari. A pianificare i raggiri più componenti di una stessa famiglia, con la complicità di amici e conoscenti. Taranto, purtroppo, è considerata tra le città più a rischio. Ci sono stati episodi, anche comici, come una truffa alla compagnia assicurativa segnalando un incidente in cui era rimasta coinvolta una vecchietta alla guida di una moto di grossa cilindrata. I promotori, per pianificare i raggiri, hanno utilizzato poi sempre la stesse autovetture. In una indagine, ad esempio, hanno denunciato che la stessa macchina era rimasta coinvolta in dieci incidenti in un solo mese. In un altro caso uno dei promotori in un anno è stato risarcito per ben trenta volte e in uno dei tanti episodi una delle persone coinvolte si è superata facendo risultare a bordo della macchina della controparte, come passeggeri, tutto il suo nucleo familiare: padre, madre, fratello e cognata. Per gli incidenti sono stati utilizzati moduli Cai, documenti d’identità e dichiarazioni attestanti trasferimenti di proprietà, tutti rigorosamente fasulli. E una delle più grosse operazioni della Polizia Stradale è stata la “Delfino”, con 47 persone arrestate, 16 che hanno ricevuto l’obbligo di dimora e 251 indagate a piede libero. L’organizzazione riusciva a spillare grossi risarcimenti alle compagnie di assicurazione e per rendere verosimili le denunce utilizzavano docu-mentazioni costruite a tavolino e grazie anche a ricettari medici in bianco, rubati.

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