06 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Cronaca

Si spacciavano per carabinieri per truffare gli anziani

Due arrestati ed un terzo componente la banda è in fuga


Si spacciano per carabinieri e mettono a segno una truffa ai danni di una 50enne.

I militari della Stazione di Mottola nella tarda serata di ieri hanno arrestato Francesco Bamundo di 46 anni e Gennaro Vollero di 26, campani noti alle forze dell’ordine, e denunciato in stato di irreperibilità, un loro complice Michele Mele, di 31 anni. I tre, dopo aver contattato telefonicamente la vittima, spacciandosi per militari dell’Arma, le avevano fatto credere che la figlia si trovava presso la Caserma di Taranto poiché era rimasta coinvolta in un incidente stradale, a causa del quale una 87enne versava in gravi condizioni.

I malfattori paventando gravi ripercussioni giudiziarie hanno detto alla donna di pagare subito 8.100 euro, per evitare che i familiari dell’anziana rimasta coinvolta nell’incidente sporgessero denuncia. A casa della vittima si è presentato un uomo quando la telefonata era ancora in corso. Indossava abiti borghesi e non ha mostrato alcun distintivo di appartenenza all’Arma. I finti carabinieri dopo aver appreso che la donna aveva la disponibilità di soli 6.000 euro in contanti hanno riferito che quella som ma di denaro potevano essere sufficiente. Il complice ha intascato i soldi e ha lasciato l’appartamento.

Solo a quel punto la vittima si è resa conto di essere stata raggirata è scesa scendeva in strada e dopo aver incrociato una pattuglia di carabinieri, questa volta quelli autentici, ha raccontato l’accaduto. Sono state subito avviate serrate ricerche nelle vie di Mottola, con l’impiego di diverse pattuglie della Compagnia di Massafra, che hanno consentito di rintracciare in serata i due truffatori. Erano a bordo di un’auto al cui interno i militari hanno rinvenuto effetti personali, telefono cellullare e documenti vari, alcuni dei quali muniti di foto, appartenenti a Michele Mele, l’uomo che la vittima ha riconosciuto come colui al quale aveva consegnato il denaro, e che presumibilmente , al momento del controllo, non si trovava insieme ai suoi complici poiché impegnato nella ricerca di una ulteriore vittima. Bamundo e Vollero sono stati dichiarati in stato di arresto e condotti nella casa circondariale di Taranto su disposizione del pm di turno, dott.ssa Rosalba Lopalco. In queste ore proseguono le indagini allo scopo di rintracciare il complice e di accertare la responsabilità dei tre malfattori in ordine ad analoghi episodi segnalati in provincia di Taranto.

I carabinieri ancora una volta lanciano un appello ai cittadini affinchè non diano alcun credito a persone che si presentino come appartenenti all’Arma avanzando richieste di denaro per la risoluzione “bonaria” di qualsiasi tipo di controversia. Inoltre nel caso di situazioni sospette invitano i cittadini a chiedere di esibire il distintivo dell’Arma, soprattutto se si tratti di persone in abiti civili, allertando nel contempo il 112.

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