19 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Settembre 2021 alle 22:57:00

Cronaca

«Taranto è una provincia penalizzata»

Le richieste al Governatore pugliese Michele Emiliano


“Gentile Governatore, mi rivolgo a Lei, rompendo ancora una volta la tradizione di riservatezza che ha caratterizzato il lavoro pluriennale di quello che è il primo Sindacato Medico in Italia, in una triplice veste: quella di Segretario Aziendale ANAAO-Assomed di Taranto, quella di medico e, infine ma più importante, quella di cittadino-utente”.

Così, in una lunga lettera, Giancarlo Donnola si rivolge a Michele Emiliano.

“Una città come Taranto ha la necessità di avere un Ospedale di II Livello e il piano di riordino da Lei prospettato, salvo le aperture val dialogo che molto oculatamente ha avanzato negli ultimi tempi, porterebbe al declassamento del “SS.Annunziata/ POC e alla scomparsa dell’ASL di Taranto con l’accorpamento di più provincie. Errore già commesso in Romagna dove si pensa di tornare indietro dati i risultati. Cosa abbiamo ora? Dotazioni organiche incongrue, inidonee a garantire continuità ed efficienza assistenziale, a ridurre il rischio clinico e ad assicurare la congrua funzionalità degli investimenti tecnologici appaltati, liste di attesa pluriennali, assenza di una programmazione sanitaria sostenuta da modelli organizzativi e certezze programmatiche.

Medici del 118 ancora precari nella loro veste di “convenzionati”, compressi nel loro difficile ruolo e deputati a eseguire, molte volte, compiti che non potrebbero e dovrebbero svolgere. Assediati da avvocati e cittadini che rivendicano veri o presunti diritti negati abbiamo davanti agli occhi strutture sanitarie dismesse, per esempio a Mottola con i suoi due presidi ristrutturati a caro prezzo e mai entrati in funzione nonostante la carenza di servizi di riabilitazione nella Provincia Jonica e il ricordo di truffe dei servizi convenzionati per tale offerta, oppure Massafra con l’Ospedale trasformato in “ambulatorificio” e niente più mentre le Sale Operatorie nuove non sono mai state innaugurate. Senza scordare il vecchio ospedale di Castellaneta che sorge difronte al nuovo. I tecnici si sono mai chiesti quanto costino queste strutture per le sole opere di mantenimento e manutenzione? Quante sono le risorse sottratte così alla Comunità Jonica?”.

«Appellarsi alle richieste di modifica del Decreto Ministeriale 70 per cambiare la proposta di riordino delle rete ospedaliera è un falso problema. Non si possono chiudere gli ospedali senza avere un progetto territoriale». Biagio D’Alberto, segretario generale della Funzione Pubblica Cgil Puglia interviene sugli imminenti tagli ospedalieri. “Gran parte della proposta avanzata dalla Regione Puglia non risponde ai parametri definiti dallo stesso decreto ministeriale. Non si può chiudere l’ospedale a Grottaglie senza costruire un ospedale di comunità o una casa della salute rafforzata”.

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