25 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Novembre 2020 alle 17:23:31

Cronaca

Ilva, il vescovo: incalzerò il ministro

A San Giovanni Rotondo inaugurazione dell’anno pastorale


S. GIOVANNI ROTONDO – Ilva, povertà, migranti. Non si sottrae ai temi più spinosi dell’attualità il vescovo di Taranto, Filippo Santoro.

Nella lunga omelia in occasione dell’inaugurazione dell’anno pastorale l’arcivescovo entra nel vivo di questioni che i tarantini sentono come cruciali per la comunità. Lo fa, il vescovo, a San Giovanni Rotondo, dove ha convoca tutti i fedeli delle parrocchie, delle confraternite, dei movimenti e delle associazioni ecclesiali a compiere il gesto del pellegrinaggio diocesano. I partecipanti sono circa 4000. “Commozione”, “vita quotidiana” e “servizio” sono le parole chiave che il vescovo indica per la sua arcidiocesi in quest’anno pastorale. «Anche per noi la parola commozione ha in sé il duplice valore del toccare e lasciarsi toccare, fremere, lasciarsi, in un certo qual modo, ferire dagli eventi (i migranti, le guerre, il drammatico incidente ferroviario tra Andria e Corato, le tante vittime del terremoto, la triste vicenda del caporalato nella nostra terra, ecc.), come anche di muoversi e muoversi insieme, agire. Non possiamo cominciare questo nuovo anno pastorale vivendo e facendo le cose in maniera tiepida, ripetitiva. Il nostro anno comincia con “passione”» dice Santoro.

E se è nella «vita quotidiana» fatta di «famiglia e lavoro» che «è nascosta la straordinaria presenza di Dio», è parlando di «servizio» che Santoro affronta tre aspetti di quella che si potrebbe definire la complessa “vertenza Taranto”, e cioè l’inquinamento, legato all’industria; la povertà diffusa; i migranti, nella città scelta come sede dell’unico hotspot dell’Italia peninsulare. «Il nostro territorio diocesano ci interpella su tanti fronti. Abbiamo sicuramente un dovere di servizio verso la verità, nel senso che dobbiamo lavorare sempre per le coscienze, lasciandoci provocare e cercando di dire sempre una parola di speranza. Penso infatti a questi anni in cui tanto si è detto sul diritto alla vita, alla salute, all’ambiente pulito».

Santoro non si nasconde: «Purtroppo non possiamo non registrare ancora forti inquietudini dovute alla connessione fra inquinamento e mortalità. L’attuazione dell’Aia (Autorizzazione Integrale Ambientale) rimane urgente e prioritaria a partire dalla copertura dei parchi minerali dello stabilimento siderurgico. Spero e prego e cerchiamo tutte le vie perché si possa giungere ad una inversione di tendenza nei dati recentemente pubblicati circa la salute dei tarantini, e che il dramma dei wind day appartenga presto al passato. Nei prossimi giorni, nella visita del Ministro dell’Ambiente alla nostra città, non mancherà da parte mia, nel rispetto delle istituzioni, un appello accorato per accelerare i tempi del risanamento».

A Taranto è forte il tema della povertà: «La Chiesa diocesana vuole mettere in campo concretamente quello che può a servizio dei più poveri. Sta per finire il Giubileo e si avviano quindi alla conclusione i lavori di Palazzo Santacroce che tutti insieme abbiamo sostenuto e dobbiamo sostenere ancora. Presto spero di inaugurare quindi questa struttura per l’accoglienza notturna dei senza fissa dimora, con vari confort di prima accoglienza e una nuova mensa per la città. Prima ancora dell’inaugurazione vi invito a pensare di dedicare del vostro tempo a servizio dei poveri». Quindi, la questione immigrati: il monastero Gesù Divin Sacerdote donato dalle nostre monache carmelitane va trovando via via la sua collocazione nell’accoglienza dei migranti anche se di impegnativa gestione perché richiede competenza e piena sintonia con le istituzioni alla quale non vogliamo mai venire meno.

A tal proposito sono felice di poter annunciare la concretizzazione di un protocollo d’intesa fra il Tribunale dei Minori di Taranto, il Comune di Taranto e l’Arcidiocesi circa la possibilità di aver in affido temporaneo i migranti minori non accompagnati nelle famiglie che lo desiderano e che ne avranno i requisiti indicati dal Tribunale. Presto attiveremo per questo l’ufficio di pastorale familiare della diocesi per darvi ulteriori informazioni». Il vescovo ha ricordato anche la colletta per le persone e i luoghi colpiti dal terremoto, fissata dalla Cei per domenica 18 settembre.

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