19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

Cronaca

Equitalia vuole 156mila euro. “Aiutatemi o mi ammazzo”


TARANTO – Quando la cartella esattoriale arriva all’improvviso. E il mondo ti crolla addosso. Un passato da contrabbandiere e un presente fatto di sacrifici per mandare avanti la famiglia. Poi arriva una multa stratosferica che ti fa gridare: Aiutatemi o mi ammazzo. La storia che raccontiamo oggi è di quelle delicate. Si inscrive nell’elenco dei casi “Equitalia”. Segnalazioni che si moltiplicano e che hanno un comune denominatore: una multa esorbitante che spesso risale ad episodi cancellati dalla memoria, ma non dall’agenzia di riscossione. Segnalazioni che viaggiano al ritmo di dieci casi al giorno. Tanti sono almeno quelli che arrivano agli sportelli pugliesi dell’associazione Codici.

Quello di oggi però somiglia più ad un grido di disperazione. Una richiesta estrema di aiuto, prima di “stringere il cappio al collo”. Alle spalle una vita non priva di errori. E un presente fatto invece di lavoro onesto per mandare avanti la famiglia. Poi arriva la “mazzata”, improvvisa, “senza aver firmato nessun atto per ricevuta”. E crolla tutto. “Sono un cittadino che dopo tanti anni di disoccupazione e sacrifici, per sopravvivere e far stare bene la mia famiglia e non far mancare nulla ai miei figli ho fatto tutti i lavori immaginabili” scrive il protagonista delle vicenda. Comprensibilmente, vuole mantenere l’anonimato. “Dopo aver trovato la serenità mi trovo un atto di ipoteca da parte di Equitalia senza aver firmato per ricevuta nessun atto. Mi è crollato il mondo addosso. Pensavo che quelle multe avute dal contrabbando fossero andate in prescrizione poiché sono passati tanti anni e non ho commesso più un reato dal 1991. So di aver sbagliato e non voglio fare la vittima, ma mi dite come faccio a pagare un’ammenda da 156.316,49 euro da operaio?”. Nelle parole di questo uomo c’è amarezza “per aver illuso e deluso i miei figli” e tutta la disperazione di chi, dopo essersi rimesso in carreggiata, deve tornare a fare i conti con un passato che credeva essersi lasciato alle spalle. “A chi posso rivolgermi per una consultazione, possibilmente gratuita, prima di stringere il cappio?”. Il suo, estremo, tentativo. Proprio per questi casi Codici ha aperto anche a Taranto uno sportello legale in via Campania 63. L’associazione raccoglie le segnalazioni anche al numero 099.7369187.

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