18 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Maggio 2021 alle 08:41:07

Cronaca

Blitz Terra Mia, il capo respinge le accuse

Al via gli interrogatori delle persone arrestate


“Non c’entro nulla con lo spaccio di droga, Non conosco gli altri arrestati”.

Si è difeso così dinanzi al giudice, il 54enne grottagliese Francesco Vitale, ritenuto uno dei capi del gruppo sgominato dalla polizia con il blitz “Terra mia”. L’uomo difeso dagli avvocati Luigi Danucci e Angelo Casa, è stato ascoltato stamattina nel carcere di largo Magli. Interrogato anche Il 29enne Roberto Merico, difeso dall’avvocato Salvatore Maggio. Il 38enne Michele Lillo, assistito dall’avvocato Luigi Danucci, il 51enne Michele Masella e il 41enne Antonio Lacava, difesi dall’avvocato Vito Villani, si sono invece avvalsi della facoltà di non rispondere.

Durante le indagini condotte dal gennaio del 2012 al marzo del 2013 i poliziotti della Mobile hanno eseguito con arresti e sequestri di droga. Gli investigatori hanno così individuato una organizzazione che era dedita al traffi co di cocaina, marijuana e hashish. Hanno accertato che il gruppo era diretto da Antonio Lacava e da Francesco Vitale i quali, periodicamente secondo l’accusa avrebbero rifornito di sostanze stupefacenti le altre persone coinvolte nell’inchiesta (cinque arrestati e 20 indagati a piede libero). Il gruppo oltre ad avere la disponibilità di numerose auto e moto usate per il trasporto aveva diverse “basi logistiche” situate prevalentemente nelle campagne della provincia dove nascondeva e confezionava in maniera indisturbata la droga.

Le indagini hanno permesso di accertare inoltre che il denaro con il quale veniva acquistata la droga proveniva soprattutto dall’attività del cosiddetto “cavallo di ritorno”. Numerosissimi, infatti i furti di auto e di moto compiuti nella parte orientale della provincia jonica che va da San Giorgio Jonico a Torricella.

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