21 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2020 alle 06:40:34

Cronaca

Tragedia all’Ilva, operaio ucciso da un nastro all’Afo4

Lo sfortunato giovane lavorava a tempo determinato per una impresa dell’appalto

Un altoforno
Un altoforno

Aveva un contratto a tempo determinato con una ditta dell’appalto, una ditta di pulizie con sede a Manduria, la Steel Service, Giacomo Campo, 25 anni, l’operaio di Roccaforzata morto stamattina in un incidente sul lavoro avvenuto nel reparto Afo4 dell’Ilva.

Secondo una prima ricostruzione stava per effettuare la pulizia sul nastro trasportatore quando la parte finale di un contrappeso avrebbe ceduto facendo precipitare un carrello che ha schiacciato l’operaio. Il terribile incidente è avvenuto intorno alle 6.45 e sono stati i colleghi, tra i quali anche un parente della vittima, a dare l’allarme. Sul posto sono intervenuti gli ispettori del lavoro dello Spesal, i carabinieri e i vigili del fuoco. Ad occuparsi delle indagini sull’ennesimo caso di morte bianca all’interno del colosso siderurgico è il pm di turno, dott.ssa Giovanna Cannarile.

«Il nastro risultato danneggiato a seguito di un taglio longitudinale, era stato fermato nella notte per consentire l’intervento di riparazione – sottolinea l’Ilva in una nota Come da procedura aziendale il nastro è stato preventivamente messo in sicurezza ed è stato privato di alimentazione elettrica. Nonostante l’applicazione di tutte le misure di sicurezza, durante le attività di rimozione del materiale ferroso che si era depositato sul rullo di invio, effettuate dall’operatore con un tubo aspirante, il nastro si è attivato e lo ha trascinato. Sono in corso accertamenti per approfondire le cause dell’incidente. L’Ilva esprime profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia di Giacomo Campo e a tutti i suoi cari».

Fonti sindacali riferiscono che benchè il nastro trasportatore che approvvigiona dei materiali di produzione la stockhouse dell’altoforno 4 non avesse l’alimentazione elettrica, non si sarebbe provveduto ad imbragare il cosiddetto «tamburo» del nastro che così si è mosso schiacciando il giovane operaio che era originario di Roccaforzata e residente a San Giorgio Jonico. L’area è stata sequestrata per eseguire gli accertamenti tecnici.

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