18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 12:17:53

Cronaca

Versa i contributi: a processo


TARANTO – Potrebbe finire sotto processo penale nonostante abbia versato i contributi dei suoi dipendenti. Il titolare di una ditta di abbigliamento al centro di un altro caso trattato da Codici. L’imprenditore ha ricevuto dall’Inps una diffida ad adempiere al pagamento, entro novanta giorni, dei contributi previdenziali ed assistenziali non versati ai suoi dipendenti e l’istituto per la previdenza ha indicato le modalità di pagamento presso gli sportelli di Equitalia ma ciò che è accaduto, per Codici, ha dell’incredibile: il titolare della ditta si è recato allo sportello Equitalia per effettuare il pagamento e la società di riscossione nel comunicare all’Inps i pagamenti li ha imputati solo ad alcune delle partite debitorie richieste al contribuente, lasciando inadempiute altre partite nonostante il versamento sia stato effettuato tempestivamente.

Fine della storia: il contribuente sarà costretto a subire un processo penale e in quella sede dovrà dimostrare che nel pagamento effettuato sono comprese le somme relative alle partite debitorie in oggetto di diffida dall’Inps. Tutto ciò oltre ad esporre l’imprenditore ad un processo penale, costi e rischi compresi, provocherà certamente all’uomo disagio economico oltre che morale. Del caso si sta occupando l’avvocato Luca Di Franco, dell’ufficio legale di Codici, l’associazione che difende i diritti dei cittadini situata in via Campania 63. I contribuenti possono rivolgersi a Codici ogni giovedì, fino al 3 agosto prossimo. Per l’omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei lavoratori la norma sancisce la punibilità con la reclusione fino a tre anni e con la multa di oltre mille euro. Tuttavia, recita sempre la norma, “ il datore di lavoro non è punibile se provvede al versamento entro il termine di tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’avvenuto accertamento della violazione”. Si tratta di un illecito omissivo istantaneo che si consuma nel momento in cui scade il termine utile per il versamento da parte del datore di lavoro; il successivo versamento delle somme dovute, previsto dalla norma nei “tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’avvenuto accertamento della violazione”, si configura invece come una causa di esclusione della punibilità di un fatto di reato già perfezionatosi nei suoi elementi costitutivi. La tempestività del versamento è quindi condizione imprescindibile per il venir meno della punibilità del fatto.

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