21 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2020 alle 16:38:07

Cronaca

Truffavano Comune e Marina Militare e Aeronautica, 4 arresti

In azione gli uomini della Guardia di Finanza. Nella rete un imprenditore e tre suoi parenti


Reati fallimentari e tributari ma anche truffe ai danni di Comune, Marina e Aeronautica.

I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Taranto hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’imprenditore tarantino Vitantonio Bruno di 39 anni, nonché di arresti domiciliari per suo padre Donato Bruno di 61 anni, sua sorella Ada Bruno di 38 anni e sua moglie Chiara De Pace di 40 anni. L’operazione della Guardia di Finanza è giunta all’epilogo di indagini delegate dall’Autorità Giudiziaria, al termine delle quali è stato scoperto il gruppo che sarebbe stato organizzato con l’obiettivo di commettere reati in materia fallimentare e tributaria e di truffe a danno di Enti pubblici.

In particolare, Vitantonio Bruno, amministratore di una società impegnata nella somministrazione di alimenti e bevande, dichiarata fallita nel febbraio 2013, si sarebbe reso responsabile dei reati di bancarotta fraudolenta, distrazione di beni strumentali aziendali e di occultamento delle scritture contabili obbligatorie. Inoltre, pur non rivestendo alcuna qualifica nei quadri di due società, una operante nella ristorazione aziendale e l’altra nel settore delle pulizie e sanificazioni civili e industriali, nate a seguito del fallimento della sua precedente impresa e formalmente amministrate dai familiari coinvolti nel gruppo, avrebbe emesso e utilizzato, con la complicità di un commercialista tarantino, fatture per operazioni inesistenti, tali da rendere false ed irregolari le dichiarazioni dei redditi delle due neocostituite società.

Attraverso la società di pulizie sarebbe stata anche posta in essere una serie considerevole di truffe aggravate a danno del Comune di Taranto, della Marina Militare (sedi di Taranto, Brindisi e Napoli) e dell’Aeronautica Militare di Taranto. La società, infatti, avrebbe fatturato agli Enti pubblici rapporti di prestazioni di pulizie e sanificazioni indicando ore lavorative di gran lunga superiori a quelle effettivamente prestate. L’importo complessivo di tali truffe ammonterebbe a 198 mila euro. Pertanto, il gip del Tribunale di Taranto, dottoressa Vilma Gilli, su richiesta formulata dal Pubblico Ministero, dott. Lanfranco Marazia, ha disposto l’arresto in carcere per Vitantonio Bruno, gli arresti domiciliari per Donato Bruno, Ada Bruno e Chiara De Pace e il divieto temporaneo per la durata di 12 mesi all’esercizio dell’attività di commercialista e revisore dei conti per il professionista V.C.

Il gip ha anche disposto il sequestro preventivo (finalizzato alla confisca per equivalente) dei beni mobili, immobili, quote societarie e disponibilità finanziarie nella disponibilità di Vitantonio Bruno e dei suoi familiari, per un importo complessivo di 1 milione e 256 mila euro, profitto calcolato quale sommatoria dei reati di distrazione fallimentare, evasione fiscale e truffa aggravata.

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