Cronaca

Sull’Ilva solo parole vuote

Usb e Uil all’attacco del governo e del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano


Anche Francesco Rizzo (Usb Taranto), Emilia Papi e Pierpaolo Leonardi (entrambi Usb nazionale) hanno preso parte all’incontro tra sindacati e commissari Ilva.

“Contrariamente a quanto ci aspettavamo, hanno fatto una fotografia della situazione senza entrare nello specifico in nessun punto e cercando di glissare sulla questione sicurezza. Ci sono sembrati distanti anni luce dalla realtà – spiega Rizzo -. Un incontro formale e superficiale, in cui è emersa indifferenza rispetto ai grandi temi dell’Ilva. Hanno iniziato ad elencarci gli investimenti che sarebbero stati effettuati sull’impianto tarantino. Hanno affermato che è stato realizzato l’80% dei lavori dell’Aia e che per quanto riguarda la manutenzione lo stato degli impianti è buono. Quanto di più falso. Abbiamo dimostrato che sono stati realizzati solo i lavori più semplici, perché il grosso dell’Aia è fermo, non è mai partito. E con una serie di fotografie alla mano, di come all’interno dello stabilimento molti impianti non sono in sicurezza, dalle vie di corsa dei carriponti delle acciaierie alle palazzine della cokeria e dell’aria ghisa. Inoltre gli abbiamo sottolineato come sulla questione appalto l’azienda ha fatto passi indietro notevoli perché non ha mai nominato un referente e non esiste alcun tipo di controllo.

Abbiamo chiesto che venga effettuata una regolamentazione che stabilisca che chi viene a lavorare all’Ilva non può avere né contratti part time, né a scadenza, perché l’Ilva di Taranto è la fabbrica più grande di Europa per dimensione e per numero di lavoratori, ma è anche molto pericolosa (e le morti per infortuni lo dimostrano ampiamente) e non credo sia logico far entrare lavoratori che hanno formule contrattuali precarie e subiscono ricatti giorno per giorno. Sulla questione vendita sono stati molto vaghi, rimandando tutte al primo trimestre 2017”.

E sulle dichiarazioni fatte in commissione Attività produttive della Camera dal commissario Laghi, Usb ritiene sia un comportamento intollerabile. “Laghi si poteva risparmiare quelle deplorevoli dichiarazioni sulle responsabilità dell’infortunio mortale. La responsabilità va addossata solo a chi gli ha permesso di fare quel tipo di operazione in quelle condizioni, senza alcuna sicurezza”, conclude il coordinatore provinciale.

Si registra anche una nota della Uil Puglia. “Coloro che sostengono la chiusura dello stabilimento Ilva di Taranto, evidentemente non sono informati delle vicissitudini di altri stabilimenti siderurgici italiani già passati per un simile destino. E, pertanto, denotano pressapochismo e irresponsabilità”. Aldo Pugliese, segretario generale della Uil di Puglia, critica la linea del governatore pugliese Emiliano. “L’unica soluzione per mettere in campo il rilancio dell’azienda e, soprattutto, un processo concreto di ambientalizzazione che segua pedissequamente le direttive dell’Aia, finora ignorate con grande responsabilità del Governo e dei commissari, è mantenere attivo lo stabilimento ionico, altrimenti il disastro, una Bagnoli-bis, sarà pressoché inevitabile, quasi scontata”. “Restiamo convinti – chiosa Pugliese – che bonificare 120 km quadrati di suolo, mantenendo la produzione dello stabilimento e, quindi, coniugando ambiente, salute e lavoro, sia e debba l’unica strada percorribile”.

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