12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 06:11:00

Cronaca

Pelillo: dubbi sul nuovo decreto Ilva del Governo

Il parlamentare tarantino del Pd a Repubblica: «Potrei non votarlo»


«Il Pd paga dazio perchè non è capace di fare uscire dal tunnel questo territorio. L’ultimo decreto del governo Renzi, a proposito dell’Ilva, ci mette in grande difficoltà. Tant’è che potrei non votarlo (…) per ambientalizzare la fabbrica perderemo 4.000 posti di lavoro. E’ chiaro che poi la gente ci volta le spalle. Nè ci aiuta Emiliano: potrebbe intervenire lungo il fronte della sanità, ma per realizzare il nuovo ospedale ancora non si riesce a fare il bando di gara».

Sono parole molto pesanti quelle che il parlamentare tarantino del Pd, Michele Pelillo, consegna all’edizione barese di Repubblica. Affermazioni, quelle dell’esponente del Pd, destinate a far discutere. E che danno il segno di come il decimo decreto per il Siderurgico, che allunga i tempi dell’ambientalizzazione e concede l’immunità penale ai futuri compratori dell’Ilva, lasci più di qualche perplessità. «Uno scontro istituzionale, crediamo senza precedenti, vede contrapposti in questi giorni Governo nazionale e Governo regionale pugliese.

Emiliano pronuncia parole di fuoco sul famigerato decimo decreto e minaccia sfracelli. Noi non sappiamo se dietro questo braccio di ferro con Renzi si celino strategie di lotta per la leadership tutte interne al PD e, sinceramente, in questa fase speculazioni di questo tipo poco ci interessano. Riteniamo che sia giunto il momento per il governatore Emiliano di rompere ogni indugio e di dimostrare di voler fare sul serio per difendere la vita e la salute dei Tarantini» si legge in una nota della Federazione dei Verdi. «Dieci decreti Ilva e il gigante malato dell’acciaio di Taranto rimane ancora una volta in mezzo alle sabbie mobili. Il governo nazionale prende tempo per sciogliere alcuni nodi burocratici, a partire dall’esproprio e dalla posizione di Cassa Depositi e Prestiti, che nei piani di Palazzo Chigi avrà il ruolo di garante. Un decreto che sposta i termini per la presentazione delle offerte ma che non risolve e che, fatto oltremodo grave, conferma l’immunità dei futuri proprietari o affittuari, dalle responsabilità penali, amministrative e civili. Fatto inaccettabile pensare che chi guiderà Ilva possa essere esonerato da tali questioni. La recente nuova bufera giudiziaria su un presunto traffico internazionale di rifiuti da parte dei manager dei Riva evidenzia infine come la questione Ilva sia giunta ad un vicolo cieco.

Tutto questo accade sulla testa e sulla vita dei tarantini, che intanto continuano a subire drammaticamente i danni di in un ambiente mai bonificato, e oggi gravemente malato”, lo dichiara l’onorevole Vincenza Labriola, capogruppo per il Gruppo Misto in commissione Lavoro alla Camera dei Deputati».  

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