Cronaca

Sull’Ilva è guerra tra Governo e Regione

Emiliano punta sul gas; il sottosegretario lo chiama «irresponsabile»


Il fuoco lo apre il sottosegretario Claudio De Vincenti. Il suo è un videomessaggio che non lascia margini alle libere interpretazioni: «Dobbiamo essere chiari: quella dell’Ilva è una partita strategica per Taranto e per il Paese. Da una parte c’è chi lavora con concretezza e dall’altra c’è chi in modo irresponsabile rinuncia allo sviluppo e condanna Taranto alla regressione economica e, così facendo, rinuncia alla salute e all’ambiente».

Destinatario, in stile “C’è posta per te”, è Michele Emiliano, governatore della Puglia, che appena qualche giorno fa sull’Ilva si è pronunciato in modo altrettanto chiaro dopo la tragica morte di Giacomo Campo. Il presidente della Regione non si tira indietro e ribadisce: «La strada è quella della decarbonizzazione. Attendo ancora di sapere cosa ne pensa il governo. Anzi, sono sicuro che Confindustria ci darà una mano nell’affrontare questo tema con il governo».

L’affondo: «A Taranto ci sono dati epidemiologici fuori scala e direttamente legati al ciclo produttivo. In questa situazione è mio dovere fermare la macchina, anche a costo di farmi ammazzare». Il governatore strappa applausi ad una parte degli ospiti che affollano la sala del Circolo Ufficiali della Marina Militare, dove per l’Assemblea di Confindustria Taranto è arrivato il numero uno degli industriali italiani: Vincenzo Boccia, fiondatosi a Taranto per dare manforte al suo collega Vincenzo Cesareo. Presenza simbolicamente forte, quella del presidente di Confindustria. Taranto è tutt’ora una delle città più industrializzate d’Italia, ma il suo tessuto produttivo rischia di saltare perché finora non si è riusciti a tradurre in fatti l’obiettivo di coniugare salute e lavoro. Inutile nascondersi dietro un dito: se salta l’Ilva, salta l’apparato industriale.

Boccia ne è consapevole: «Chiudere l’Ilva è un lusso che non possiamo permetterci. La premessa di salvaguardare l’ambiente è quella giusta, ma assieme alla sostenibilità ambientale va considerata la sostenibilità dei costi. Regione e Governo? L’importante non è andare d’accordo ma viaggiare nella stessa direzione». Emiliano spiega perché la decarbonizzazione, a suo dire, converrebbe: «In Puglia arriveranno tre miliardi di metri cubi di gas (con il gasdotto Tap, ndr). Con quel gas possiamo alimentare Ilva ed Enel di Brindisi. Chi si oppone a questa idea lo fa perché il carbone determina redditi incredibili». I segnali di pace col governo sono ancora lontani.

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