19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57

Cronaca

“Ammainabandiera” Stefàno: Ripartiamo


TARANTO – The day after. E stavolta non è il giorno dopo una sconfitta, seppure dolorosa. Stavolta non si è persa una partita, ma si è perso il calcio. Addio ai “pro”, si torna tra i dilettanti. “Un doloroso epilogo al quale è necessario far seguire un’immediata reazione” è il commento, questa mattina, del sindaco Ippazio Stefàno. Si ricomincia proprio da lui, del resto. Infatti, con la rinuncia all’iscrizione dell’As Taranto griffata D’Addario, con conseguente radiazione, il titolo sportivo del calcio rossoblu passa proprio al primo cittadino, che dovrà verificare l’interesse di eventuali investitori a subentrare partendo dalla serie D, il campionato nazionale dilettanti. Dettaglio non trascurabile: per ripartire dalla quinta serie servono 300.000 euro a fondo perduto, a cui sommare i costi per costruire, da zero, una squadra.

“La mancata iscrizione della AS Taranto al campionato di Lega Pro, mi rammarica fortemente, ma bisogna reagire subito e mettersi a lavoro per dare un futuro al nostro calcio” continua il sindaco. “Siamo pronti ad aprire già da lunedì una fase di ascolto e ricerca che, ci auspichiamo, possa condurre il nostro calcio ad un progetto solido, credibile, capace di reggersi sulle proprie gambe nel lungo periodo. Nel corso dell’anno abbiamo sostenuto il calcio e il basket femminile portando migliaia di studenti meritevoli delle nostre scuole allo Iacovone e al Palamazzola, con ingressi premio a carico dell’Amministrazione comunale. Avevamo già pronto il nulla osta per l’utilizzo dello stadio Iacovone per favorire l’iscrizione in Lega Pro della As Taranto, anche a fronte delle difficoltà emerse. Ora siamo pronti a ricevere le istanze di quanti vorranno dare un futuro al calcio cittadino, preferibilmente già in serie D, e ad affrontare questa fase con attenzione, trasparenza e partecipazione, dando ascolto alle nascenti realtà del tifo partecipato come Fondazione Taras. Va da sé che lo sport cittadino non si esaurisce nel solo campo di calcio: presteremo attenzione anche alle legittime istanze del Cras Basket, tenendo comunque presente che l’Amministrazione comunale può essere solo uno degli attori di un processo di rinascita e rafforzamento dello sport cittadino. Palazzo di Città non può, da solo, far fronte a tutte le difficoltà che esso affronta in una città sofferente anche su altri fronti”. La morte del calcio professionistico tarantino, dopo una penosa agonia, è stata certificata dalla nota dell’As Taranto arrivata ieri sera, in cui il club ufficializzava l’intenzione di “non procedere all’invio della Domanda di Ammissione al Campionato di Prima Divisione Lega Pro 2012-13. Per oltre sei mesi il presidente ed i suoi dirigenti hanno cercato, in Italia ed all’estero, potenziali partner al fine di garantire la permanenza del Taranto in Lega Pro ma nostro malgrado nessuna iniziativa è andata a buon fine. Nonostante l’interessamento del Sindaco Stefàno non esiste alcuna soluzione che possa cambiare l’attuale situazione, creare speranze consegnando la domanda di ammissione sarebbe una falsa promessa che ormai non serve a nessuno”. Stasera farà sentire la sua voce il prof. Nico Bruni, referente del ‘gruppo inglese’ accostato al Taranto; chi si è già espresso, su Facebook, è chi la maglia rossoblu l’ha indossata quest’anno. “Quella di oggi (ieri, ndr) è una delle giornate più tristi della mia carriera. Siamo falliti per colpa di una persona che ci ha fatto tante promesse. Non solo a noi giocatori, ma a tutta quella gente che ha speso dei soldi mettendoci il cuore. Nel mio piccolo volevo ringraziare tutti i tifosi tarantini” sono le parole di Matteo Guazzo. Vito Di Bari: “Hai fatto diventare un incubo quello che doveva essere un sogno. Hai preso in giro una città intera, una squadra, le nostre famiglie e la tua famiglia stessa, Mi auguro che tu possa pagarle tutte. Grazie D’Addario”. Ancora, Cristian Sosa: “Non voglio dare protagonismo a una persona che non lo merita. Al di là di noi giocatori come gruppo meraviglioso, mi viene in mente pensare ai veri tifosi, quelli che ci hanno sostenuto nei momenti più difficili in questa avventura. Questa persona che ci ha fatto tanto male non c’entra niente con voi tarantini. Mi porto con me tanti bei ricordi e sono sicuro che ritornerò. Grazie, grazie a tutti di cuore”.

Giovanni Di Meo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche