Il caso

Giancarlo Cito senza pensione va da Barbara D’Urso

La conferma l'ha data lo stesso ex Sindaco sulla sua pagina Facebook

Cronaca
Taranto venerdì 23 ottobre 2015
di La Redazione
Giancarlo Cito
Giancarlo Cito © n.c.

Duemilaottantotto euro e trentaquattro centesimi. Dal 2005 Giancarlo Cito percepiva questa somma come vitalizio per l’attività di parlamentare svolta fino al 2001. Fino al 15 luglio 2015, quando un provvedimento del presidente della Camera, Laura Boldrini, ha detto stop ai vitalizi percepiti dai parlamentari condannati per reati di particolare gravità. E Cito è finito nella rete insieme ad altri nove ex deputati. Tra questi alcuni nomi eccellenti, come l’ex ministro Francesco De Lorenzo e l’ex segretario del Psdi, Pietro Longo.

Nessuno dei dieci si è però arreso. Nemmeno Cito, che con il suo legale, l’avvocato Franco De Feis, ha già fatto ricorso. E intanto, della sua pensione perduta andrà a parlarne nel salottino televisivo domenicale di Barbara D’Urso. È stato lo stesso ex sindaco a darne notizia ieri sera attraverso il suo profilo facebook e subito dopo si è scatenato il tam tam dei suoi aficionados.

Ma su cosa si basa il ricorso presentato dall’avvocato De Feis, che sarà discusso il 2 dicembre? Innanzitutto viene chiarito che il vitalizio si configura come vera e propria pensione erogata al termine del lavoro svolto come parlamentare. E la pensione è considerata un «diritto soggettivo di carattere pubblico», un «diritto insopprimibile», appunto. Poi c’è un altro aspetto. La revoca del vitalizio è stata determinata con un atto non legislativo dal Presidente della Camera, attraverso una norma del regolamento interno della Camera. Contro questa norma si può fare ricorso al Consiglio di Giurisdizione della stessa Camera che giudica attraverso una commissione di tre membri nominati sempre dal presidente della Camera. Saremmo quindi di fronte ad un caso di quella particolare prerogativa che nel linguaggio giuridico viene definita “autodichia”, ma che, come spiega l’avvocato De Feis nel ricorso, sarebbe «manifestamente contraria a tutta la sistematica dell’ordinamento costituzional-democratico».

Per questo nel ricorso contro la revoca della pensione, viene sollevato il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato: il potere di giudicare deve essere della stessa Camera o della magistratura? Fin qui il ricorso. Poi c’è un altro aspetto che tiene i fans di Cito col fiato sospeso: ambienti vicini all’ex sindaco assicurano che l’ex parlamentare sarebbe pronto ad annunciare la candidatura a sindaco. Prima però deve sperare nella revisione del processo che lo ha visto condannato in via definitva per concorso esterno in associazione mafiosa. La domanda di revisione è già stata presentata.

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