21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 07:06:02

Cronaca

Otto colpi di pistola. Nuovo attentato contro il boss

Nel mirino l’auto di un familiare


I Venere ancora nel mirino.

Nella tarda serata di ieri è stata presa di mira la macchina di un familiare di Anselmo Venere. Erano le 22.30 quando in via Mazzini sono stati esplosi otto colpi di pistola contro la macchina di una persona incensurata. Con molta probabilità un attentato trasversale. Il pesante atto intimidatorio a 24 ore da quello compiuto ai danni di Anselmo Venere. Era stata piazzata una bomba davanti alla porta di casa del quaratasettenne che è un elemento di spicco della mala pulsanese. E’ stato un passante a notare l’ordigno inesploso davanti all’abitazione di Venere.

La casa è situata alla periferia del paese. Il passante ha dato l’allarme e sul posto sono intervenuti i carabinieri e i loro colleghi del nucleo artificieri. La bomba che aveva la miccia bruciacchiata è stato messo in sicurezza. Indagini sono state avviate dai militari della Stazione di Pulsano e del Nucleo radiomobile della Compagnia di Manduria. Gli atti intimidatori nei confronti della famiglia Venere sono collegati a quello compiuto a fine febbraio. Hanno bussato a colpi di pistola a casa di Anselmo Venere.

E’ accaduto intorno all’una di notte. Ignoti hanno esploso tre colpi calibro 7.65 contro una porta finestra dell’abitazione dell’uomo. Anche in quella circostanza sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Pulsano e dell’Aliquota operativa della Compagnia di Manduria. Anselmo Venere lo scorso anno è rimasto coinvolto nella operazione “No One”. Ha precedenti per omicidio, rapina, danneggiamento seguito da incendio, ricettazione, estorsione, furto. Ad aprile del 2015 i carabinieri del Nucleo investigativo di Taranto gli hanno notificato un provvedimento restrittivo firmato dal gip del Tribunale di Lecce, su richiesta del sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Lecce.

Secondo l’accusa sarebbe il capo di un gruppo che si è reso responsabile di una serie di reati accertati negli anni 2013 e 2014, tutti commessi in provincia di Taranto. In particolare gli viene contestato di appartenere ad una associazione armata finalizzata alla commissione di reati riguardanti le sostanze stupefacenti, di numerosi attentati esplosivi ed incendiari di immobili e automezzi, di estorsioni, rapine. L’attentato di ieri sera contro un suo familiare e i due contro di lui fanno ipotizzare che è in atto un pericoloso contrasto tra gruppi malavitosi che operano nel versante orientale.

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