Cronaca

Pistolettate in diretta captate dalle “cimici” della polizia

Emergono inquietanti retroscena sul blitz che ha azzerato una organizzazione criminale


La polizia ha intercettato, con frequenza quasi quotidiana, dialoghi espliciti che documentano la costante disponibilità di armi da parte di Cosimo Di Pierro e di molti dei suoi “collaboratori”.

Per gli inquirenti per il presunto boss avere una o più pistole rappresenterebbe un vero e proprio status imprescindibile per chi, come lui, voglia affermare la propria leadership. Oltre ai dialoghi le “cimici” piazzate dalla Squadra Mobile hanno captato pistolettate in diretta. Le conversazioni intercettate in ambientale erano spesso accompagnate da rumori che attestavano le “verifiche tecniche” sulle armi: spari a vuoto e scarrellamenti.

Per gli inquirenti ciò renderebbe la cifra della “potenza di fuoco” del gruppo, della competenza tecnica di molti dei suoi affiliati e della loro capacità di procurarsi di continuo nuove armi. L’organizzazione aveva anche un tecnico che metteva a disposizione le proprie conoscenze tecniche e la sua strumentazione per individuare e rimuovere microspie e gps. Più volte avrebbe bonificato l’appartamento di Di Pierro e installato un impianto di videosorveglianza nello stabile di Paolo VI in cui abita Nico Pascali.

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