20 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 20 Ottobre 2020 alle 06:40:48

Cronaca

Scandalo Marina Militare, il carabiniere fermato dai colleghi

Cesari avrebbe rivelato la presenza di esposti anonimi su Di Guardo


A Paolo Cesari, nativo di Ferrara, a cui non viene contestato il reato associativo ma l’aver passato informazioni agli indagati, la misura cautelare è stata notificata dagli stessi carabinieri del comando provinciale.

Si legge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dalla dottoressa Valeria Ingenito: “Cesari Paolo, in concorso con gli altri indagati, violando i doveri inerenti alla sua funzione di Luogotenente dei Carabinieri in servizio presso la Compagnia CC di Taranto, avvalendosi illegittimamente di notizie di ufficio, rivelava in più occasioni, personalmente, al Capitano di Vascello Di Guardo o per il tramite di Martire Marcello, informazioni riservate relative all’esistenza di esposti presentati nei confronti del Di Guardo presso il Comando Carabinieri di Taranto, nonché in merito alle attività di indagine in corso da parte dell’Autorità Giudiziaria sulla gestione degli appalti di Maricommi Taranto, al fine di procurare al Cv Di Guardo ed al Martire gli indebiti profitti patrimoniali dei delitti di corruzione”.

Nell’ordinanza spunta anche la figura di un poliziotto che “avrebbe fornito informazioni”. Si legge nell’ordinanza: “il contenuto del colloquio intercorso tra il sottufficiale dei Carabinieri e l’ufficiale di Marina è ben descritto nella conversazione che Di Guardo ha con la convivente nello stesso giorno quando il Capitano, pur manifestando scetticismo, dice a chiare lettere di aver appreso da questi che vi è un esposto. (…c’è un esposto, qualche ditta si lamenta del fatto che vengono prese delle ditte, diciamo di fuori, esterne e magari qualche ditta di Taranto che non riesce a trovare lavoro, eccetera eccetera..”). Ancora dall’ordinanza di custodia cautelare: “più avanti, riferendosi al ‘carabiniere’ dice che ‘…sta cercando di entrare piano piano, però, nessuno dei due forza, sennò’ riferendosi alle informazioni che sia il ‘carabiniere’ che il ‘poliziotto’ gli stanno fornendo e che gli saranno utili per difendersi da eventuali accuse”.

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