Cronaca

Galletti: «Le leggi sono rispettate»

Il Ministro a Taranto: «Lo dicono i dati». Campagna per il sì al referendum


«Il monitoraggio dice che oggi sono rispettate le leggi vigenti».

A Taranto per la campagna del Sì al referendum costituzionale del 4 dicembre, il ministro per l’Ambiente Gian Luca Galletti parla anche di Ilva. «Noi vogliamo salvare l’Ilva rendendola ecocompatibile. Infatti, al centro del piano di vendita abbiamo messo la salvaguardia ambientale». Infuriano le polemiche sui dati sulla salute, in modo particolare, dei bambini, diffusi dal governatore Emiliano: «Teniamo Taranto lontano dalle polemiche politiche, i tarantini meritano di meglio e giustamente non credono più alle parole, ma ai fatti».

Per Galletti, il Sì al referendum renderà più snella la burocrazia anche in riferimento alle problematiche ambientali: «Per il Sin (sito di interesse nazionale) di Taranto sono state necessarie 40 conferenze dei servizi. Troppe». Su Ilva e dati sanitari va registrata anche una nota di Antonio Castellucci, segretario della Cisl ionica: «Il dibattito sviluppatosi dopo la recente presentazione dello studio epidemiologico su Taranto, Massafra e Statte, promosso dalla Regione Puglia, è stato sovraccaricato dagli effetti di quell’animosità ed allarmismo che caratterizzano le parole del presidente Michele Emiliano ogni qualvolta si parli del siderurgico ionico. Chi segue da tempo i processi industriali in atto, nell’area di Taranto, sa bene che gli stessi dati dello studio erano e sono patrimonio conoscitivo di quanti, anche su fronti diversi, da tempo discutono dei danni provocati e della necessità del contestuale risanamento ambientale di Taranto, dell’Ilva e della sua area industriale che non è limitata al siderurgico.

Si invoca la chiusura di questo stabilimento “se inquina” o, in subordine, il suo “ridimensionamento produttivo” che, a ben guardare, in pochi anni ne determinerebbe la sostanziale uscita dal mercato e, anche in quel caso la chiusura; salvo una improbabile scelta di decarbonizzazione la cui messa a regime avverrebbe credibilmente nei prossimi decenni, con buona pace di quanto sancito persino con la Convenzione di Parigi sul clima. Noi siamo ancora a chiederci rispetto agli adulti e ai bambini che si ammalano qui di tumore cosa stia facendo la Regione per attrezzare Taranto di un vero Polo oncologico “autonomo”, in grado di rispondere ai bisogni di questo territorio, senza che divenga dependance o succursale di altri».

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