Cronaca

«Il San Cataldo? Una speculazione»

Intervengono anche Statte 2.0 e Pci


TARANTO – Si allarga il fronte delle proteste contro la chiusura dei Pronto Soccorso dell’ospedale Moscati e del San Marco di Grottaglie.
“La Regione – scrive Aldo Pugliese, segretario generale della Uil di Puglia – non perde occasione per puntare il dito contro l’elevato inquinamento industriale di Taranto, salvo poi permettere a rifiuti provenienti da tutta Italia e da quasi tutta la regione di sbarcare,  senza controlli, nella provincia jonica. E’ un controsenso a cui va posto rimedio, prima che la tragedia che il territorio tarantino vive quotidianamente diventi irreversibile”.
Pugliese sottolinea inoltre che occorre “puntare su una redistribuzione dei posti letto tra le province, se è vero che la media regionale è di 3,4 posti per mille abitanti, mentre a Taranto, nonostante le note emergenze, si è fermi a 2,7 per mille”.
Il sindacato esprime anche forti dubbi sulla realizzazione dell’ospedale San Cataldo: “Non è altro che un’enorme operazione di speculazione edilizia, che non ha nulla a che vedere con le reali esigenze dei cittadini jonici, anzi verrà completamente pagata con i soldi dei tarantini. Come Uil abbiamo già fatto un esposto alla magistratura di Taranto per evidenziare le chiare irregolarità contenute nel progetto e per scongiurare un clamoroso spreco di risorse pubbliche, per l’esattezza 200 milioni di euro che potrebbero invece essere destinati all’ampliamento dell’ospedale Nord, che tra l’altro richiederebbe molto meno tempo rispetto ai 7 improbabili anni previsti per il San Cataldo”.
Sulla questione intervengono anche Luciano De Gregorio, Emanuele Cristofaro e Vincenzo Imperatrice, rappresentanti del movimento politico “Statte 2.0”.
“Non condividiamo – scrivono in una nota – la decisione paradossale di chiudere il Pronto Soccorso dell’Ospedale Moscati e di ridurre ulteriormente alcuni servizi sanitari dello stesso, già non esaustivi”.
Il movimento sollecita tutte le forze politiche ad assumere una posizione decisa, per evitare che la comunità tarantina sia privata di strutture sanitarie fondamentali.
I rappresentanti del movimento chiedono infine l’intervento del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e avanzano allo stesso un’ulteriore istanza: “che la Pneumatologia resti pubblica, e che si inseriscano la Chirurgia toracica e l’Ematologia pediatrica, in linea con quanto previsto dal progetto sanitario già avviato da anni, in vista della realizzazione del nuovo presidio ospedaliero San Cataldo”.
In difesa delle strutture sanitarie tarantine si schiera anche Ciro Manigrasso, del Partito Comunista Italiano, sezione di Monteiasi. “Più volte abbiamo sollecitato tutte le amministrazioni comunali del Comprensorio di Grottaglie, ad assumere iniziative che coinvolgessero tutte le componenti politiche e sociali. Il tutto invece è stato gestito in funzione delle appartenenze politiche. L’invito è ad operarsi con azioni svincolate dai lacci partitici atte a migliorare la precaria situazione sanitaria del territorio, sapendo che tra non molto saranno chiuse pure le Guardie Mediche, senza che siano stati organizzati servizi alternativi”.

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