04 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 16:57:00

Cronaca

Blitz Pontefice, a capo dell’organizzazione c’era un Triumvirato

Anche due donne al vertice. Una era la cassiera


Un triumvirato a capo dell’organizzazione.

Si tratta di Ciro Boccasini, Nicola Fago e Leonardo Ciaccia, i quali provvedevano a intascare il denaro e a nascondere le partite di droga in casa di una parente di Fago. Spesso ricoprivano il ruolo di corrieri della sostanza stupefacente fornita dai napoletani Franco Caianello e Edma Assunta Esposito. La droga, che arrivava da Scampia, era trasportata a Taranto da Angelo Fago, Valentino Chiulli e Raffaele Portacci i quali provvedevano anche a spacciarla insieme ad Agostino Cardellicchio.

Secondo l’accusa Ciro Boccasini (intercettato grazie a una cimice piazzata sulla sua macchina) è la persona che poteva contare sulla conoscenza di gran parte dei pregiudicati tarantini, di trattare con tutti i fornitori (anche baresi e napoletani). Dicono di lui: “è scaltro nel fare affari con un gruppo o con l’altro a seconda del momento e delle contingenze”. Per gli inquirenti Boccasini “non aveva difficoltà a trovare nuovi adepti nei momenti di difficoltà ed era costantemente alla ricerca di un canale illecito che gli permetteva di guadagnare”.

Di Leonardo Ciaccia gli inquirenti dicono: “ha un elevato spessore criminale ed è già stato sottoposto alla sorveglianza speciale ed ha già riportato condanne per associazione mafiosa, droga e omicidio”. Di Nicola Fago dicono: “è soggetto del tutto indifferente ai precetti e alle prescrizioni dell’Autorità”. Di Pasquale De Leonardo che “è figura di spicco, già condannato per mafia e droga recentemente è stato attinto da ordinanza di custodia cautelare per associazione a delinquere”.

Secondo l’accusa Angelo, Ivano e Pietro Lupoli “sono soggetti privi di attività lavorativa lecita. I primi due, già sottoposti alla misura della sorveglianza speciale, hanno violato più volte i relativi obblighi. Dediti da sempre ad attività illecite, in particolare al contrabbando di sigarette”. Egidio Masella è “ già dedito all’attività di spaccio di droga e ha riportato condanne, seppur datate. E’ privo di reddito lecito e insofferente alle prescrizioni che gli vengono imposte. Le donne del gruppo sono la napoletana Assunta Edma Esposito e la tarantina Maria Resta. Entrambe sono compagne di due indagati che rivestono ruoli di vertice e rispettivamente il napoletano Franco Caianiello e il tarantino Pasquale De Leonardo.

Per gli inquirenti: “sono pienamente inserite nelle rispettive compagini con ruoli importanti. La prima non si limita a partecipare attivamente alla vita del sodalizio ma impone decisioni e posizioni da assumere anche con riferimento agli acquirenti, trattando direttamente con gli stessi, dando direttive e suggerimenti. La seconda ha ricoperto un ruolo fondamentale e cioè quella della cassiera, provvedendo all’attività di raccolta e di conta del denaro, approntando una personale contabilità”.

Per l’accusa Agostino Cardellicchio e Massimiliano Cocciolo sono persone pienamente inserite nel gruppo. Gli inquirenti sottolineano che : “il primo è dedito in maniera costante allo spaccio, il secondo con compiti di maggior rilievo, provvedendo al trasporto della droga da Bari, agli incontri con Milella, alla organizzazione dei viaggi. Il primo è stato arrestato n l novembre del 2015 per armi. Cocciolo oltre ad aver riportato condanne per reati specifici è persona del tutto indifferente alle prescrizioni dell’autorità giudiziaria”. Valentino Chiulli, Angelo Fago e Raffaele Portacci sono ritenuti stretti collaboratori di Nicola Fago. Per l’accusa: “ sono abili nell’attività a favore del gruppo. Fago, inoltre, vanta diversi precedenti specifici. Essendo privo di un’attività lavorativa lecita, così come gli altri due, è risultato percepire un vero e proprio stipendio dal fratello. I tre hanno dimestichezza nei contrattare con acquirenti e fornitori. Angelo Fago è stato arrestato nell’ottobre del 2014 per altri fatti di droga”.

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