Cronaca

Scure sui tribunali ionici


TARANTO – Chiuso per “spending review”. E’ il cartello che, a stretto giro, potrebbe essere virtualmente posto agli ingressi dei tribunali di Martina Franca, Grottaglie, Manduria e Ginosa, e davanti alle sedi dei giudici di pace di Martina, Grottaglie, Manduria, Ginosa, San Giorgio Jonico e Lizzano. Uffici giudiziari accomunuati dall’essere sezione distaccata di Taranto, e come tali destinati ad essere ‘tagliati’ dalla scure del governo guidato da Mario Monti. I dipendenti degli uffici dovrebbero essere “assorbiti” dal capoluogo, ma a destare più di qualche preoccupazione ai cittadini è il rischio di perdere la cosiddetta giustizia di prossimità, con l’obbligo della trasferta a Taranto per ogni questione legale.

Un’ipotesi, al momento, visto che sulla revisione della spesa pubblica – cavallo di battaglia dell’esecutivo tecnico – non c’è ancora accordo nella maggioranza. La bozza messa a punto dai tecnici del ministero della Giustizia prevederebbe cancellazioni o accorpamenti che riguarderebbero tutte le 220 sezioni distaccate e una forbice compresa tra 32 e 36 tribunali e altrettanti uffici requirenti. Il progetto fa seguito al taglio dei 674 uffici dei giudici di pace, già deciso a gennaio dal Consiglio dei ministri. Sui numeri, dunque, un accordo non si è raggiunto, così come sui criteri, e alla fine si è deciso per uno slittamento alla riunione in cui il governo si occuperà della spending review. L’Oua, organismo unitario dell’avvocatura, ha già proclamato uno sciopero per il 5 luglio, chiedendo al governo di sospendere la decisione e riaprire il dialogo. Per il presidente nazionale, Maurizio De Tilla, “la prospettata soppressione costituisce un abuso che ritarderà i tempi dei processi e non porterà alcun beneficio ai cittadini. Ma l’avvocatura è in rivolta in tutta Italia contro la complessiva operazione di rottamazione della giustizia pubblica, le liberalizzazioni e la demolizione del processo civile. Il 5 luglio sarà astensione generalizzata dalle udienze e nei prossimi giorni terremo manifestazioni in ben 43 città in tutta la penisola, tra cui Taranto: è una battaglia fondamentale per la tutela del diritto di difesa e dei diritti dei cittadini e delle imprese”. Ieri mattina davanti al ministero della Giustizia 500 abitanti di Castrovillari hanno protestato minacciando di restituire le schede elettorali.

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