23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 12:23:14

Cronaca

I mitilicoltori: “Pronti a bloccare il ponte”


TARANTO – Altrimenti ci arrabbiamo. E questa volta i mitilicoltori del primo seno di mar Piccolo sembrano davvero aver esaurito tutte le scorte di pazienza. Annunciano una manifestazione di protesta per giovedì sotto Palazzo di Città. Pronti ad occupare il ponte e a boicottare le operazioni di distruzione se prima non avranno garanzie sui risarcimenti. L’ordinanza appena firmata dal sindaco Stefàno fa accorciare i tempi. Questione di giorni, e inizierà la fase di smaltimento delle cozze. Almeno secondo i piani del centro ittico. Piani dettati, a loro volta, dall’ultima ordinanza della Asl che, a distanza di dodici mesi dalla prima emergenza, ha rinnovato il veto alla vendita delle cozze perché trovate inquinate. Ma questa volta dalla categoria arriva più di un segnale.

E se ieri tra i pescatori di mar Piccolo c’era chi faceva due calcoli (“l’operazione di distruzione ci costerà almeno 200mila euro, in totale. Somme che oggi non abbiamo” ha detto Luciano Carriero) oggi c’è chi organizza la protesta. Ai mitilicoltori viene chiesto di occuparsi del prelievo delle cozze dai vivai e del trasporto sulle loro imbarcazioni fino al mercato ittico dove i mitili passeranno in consegna all’Amiu che li trasporterà in discarica per lo smaltimento. Ma i piani potrebbero saltare. Ieri sera nella sede dell’Agci Pesca, in piazzetta Sant’Eligio, c’è stata un’affollata ed animata riunione. Alla fine la decisione è stata quella di darsi appuntamento giovedì sotto il municipio. Agguerriti come mai in questo anno di calvario, i mitilicoltori ora vogliono risposte. A spiegare lo stato d’animo della categoria è il rappresentante dell’Agci, Emilio Palumbo (nella foto): “Ieri sera saremo stati una cinquantina. E giovedì saremo sicuramente molti di più. I mitilicoltori sono esasperati, pronti anche a bloccare il ponte se sarà necessario e a boicottare le operazioni di smaltimento. Questa volta non distruggeremo una cozza senza garanzie. Prima ci devono dire cioè quando, come e chi ci dovrà risarcire”. E’ questo il punto principale dal quale muoverà la protesta che si preannuncia come feroce. “Giovedì mattina” spiega Palumbo “saremo, numerosi, sotto Palazzo di Città perché non abbiamo avuto risposte ai quesiti posti. Non abbiamo cioè saputo nulla sull’incontro che avevamo chiesto all’assessore Stefàno per i risarcimenti e non siamo stati neanche contattati per la distruzione. Non sappiamo nulla”. A far scattare la scintilla, le strutture che si stanno iniziando a montare alla banchina dietro la sede del centro ittico: “Stanno iniziando a preparare le strutture che servono a portare il prodotto sui camion, ma a noi non ci hanno nemmeno convocati. Almeno ci avrebbero dovuto informare. Giovedì ci saremo tutti sotto Palazzo di Città”. Una iniziativa che sarà preceduta, almeno se non ci saranno nel frattempo novità di sorta, da una riunione organizzativa, mercoledì sera nella sede in città vecchia.

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