26 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2020 alle 06:19:08

Cronaca

Cementir, paura per i tagli

La Fisascat Cisl scrive a prefetto, parlamentari, consiglieri e sindaco: Sostenete la vertenza


«Non sarebbe giusto che si scaricassero su di loro scelte di mero business aziendale, meno che mai che si fomentassero irresponsabili “guerre tra poveri” nell’attuale momento di gravissima crisi sociale ed economica che sta caratterizzando il Mezzogiorno e, ancor più, il territorio ionico».

Allarme occupazionale per gli addetti alle pulizie civili ed industriali della Cementir. La Fisascat Cisl scrive a prefetto, parlamentari, consiglieri regionali e sindaco e lancia un grido di allarme “sociale, occupazionale e reddituale” conseguentemente all’annunciato licenziamento, presso la Cementir di Taranto, di 47 dipendenti diretti – sui complessivi 106 previsti in altri siti produttivi nazionali del Gruppo Caltagirone – poiché «questa decisione produrrebbe riverberi occupazionali negativi sugli attuali circa 15 dipendenti della Pulisan, azienda titolare di appalto presso lo stesso stabilimento.

Anche questi lavoratori, inquadrati contrattualmente nel settore pulizie civili ed industriali, hanno la stessa dignità di tutti gli altri per i quali in queste ore si stanno moltiplicando legittime iniziative nazionali e territoriali di mobilitazione tese a scongiurare i preannunciati licenziamenti; purtroppo, però, a differenza dei lavoratori inquadrati come Edili, essi non potrebbero godere di ammortizzatori, quali cassa integrazione o mobilità, in caso di parziale o totale chiusura del Gruppo alla mediazione governativa». In tal caso, la Fisascat Cisl chiede «che il tavolo ministeriale autorizzi a loro favore un ristoro sociale alternativo. Prendiamo atto positivamente dell’impegno assunto di recente dalla prefettura di Taranto a sostenere la vertenza dei lavoratori edili ed esprimiamo il forte auspicio e per questo richiede una iniziativa sinergica da parte delle istituzioni che in occasione dell’imminente tavolo del confronto presso il Mise – e la convocazione anche delle corrispondenti Federazioni di Categoria/Ccnl Pulizie e Multiservizi – lo stesso impegno assimili alle complessive rivendicazioni occupazionali anche quelle degli addetti alle pulizie civili ed industriali.

Questi ultimi operano presso la Cementir ionica, alcuni con professionalità diffi cilmente convertibili, con anzianità di cantiere ultra trentacinquennale, altri ultra ventennale e non sarebbe giusto che si scaricassero su di loro scelte di mero business aziendale, meno che mai che si fomentassero irresponsabili “guerre tra poveri” nell’attuale momento di gravissima crisi sociale ed economica che sta caratterizzando il Mezzogiorno e, ancor più, il territorio ionico».

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