Cronaca

Da lunedì la distruzione. Ma prima c’è la protesta


TARANTO – I mitilicoltori organizzano la protesta. Il Centro Ittico la distruzione delle cozze. Viaggia su due binari paralleli che rischiano di non incontrarsi mai l’emergenza scoppiata ancora una volta nel primo seno di mar Piccolo. E così mentre gli operatori confermano la manifestazione per domani mattina davanti Palazzo di Città, il Comune convoca le associazioni per venerdì a mezzogiorno per organizzare le operazioni che porteranno allo smaltimento in discarica dei mitili risultati inquinati e per questo colpiti da un’ordinanza della Asl. Intanto stasera il quartier generale dove si incontreranno i mitilicoltori per organizzare la manifestazione di domani sarà la sede dell’Agci Pesca, in città vecchia: “Ai mitilicoltori del primo seno si uniranno anche quelli del secondo seno di mar Piccolo e quelli di mar Grande. Anche loro non riescono a vendere il prodotto perché è tutta la categoria ad aver subito un danno di immagine.

Le cozze tarantine non le vogliono più. La situazione è grave” è il commento, amaro, di Emilio Palumbo. Eppure va ricordato che il divieto alla vendita riguarda esclusivamente le cozze del primo seno di mar Piccolo che, monitorate per un anno intero, hanno sempre fatto riscontrare livelli di pcb e diossine sotto il limite consentito (e nonostante questo comunque vincolate dal divieto imposto dalla Asl la scorsa estate), valori che si sono impennati nelle analisi di maggio, facendo precipitare, di colpo, la situazione. E così, mentre i mitilicoltori aspettano risposte sui rimborsi, il Centro Ittico li convoca per organizzare la distruzione del prodotto: “Loro vogliono iniziare da lunedì. O, meglio, vorrebbero, perché sarà difficile se prima non ci daranno risposte sui risarcimenti. Se andremo all’incontro di venerdì? Dipenderà dalle risposte che riusciremo ad ottenere con la protesta di domani e anche da cosa faranno le altre associazioni”. Proprio i risarcimenti sono stati la molla che ha fatto scattare la decisione di scendere in piazza, compatti. Domani intorno alle 9 il concentramento davanti al Comune: “Il Centro Ittico ci ha faxato la richiesta di incontro inviata il 19 giugno all’assessore Stefàno. Richiesta che non ha avuto un seguito. Ma a noi interessa avere risposte dagli enti, che sia il Comune, la Regione, la Provincia. Anche perché soprattutto in questa seconda emergenza c’è corresponsabilità del Comune – che non ha consentito il trasferimento delle produzioni in mar Grande in tempo utile – e della Regione che non ha sospeso l’ordinanza almeno per aprile e maggio quando i valori erano ben al di sotto del limite e le cozze erano vendibili. Avremmo salvato almeno parte della produzione vendendo il prodotto che era buono”. Così non è stato e la via della discarica la prenderanno tutte le cozze adulte del primo seno, eccetto il novellame che entro la fine di febbraio sarà portato in mar Grande (questo almeno quanto deciso nell’ultimo tavolo tecnico tenuto a Bari). “Anche l’assessore regionale Nicastro ha fatto un passo in avanti e tre indietro indicando prima le fonti inquinanti di mar Piccolo tra le quali la Marina e l’Arsenale ad esempio, per poi dichiarare, nel recente incontro sulle bonifiche, che bisogna prima accertare le fonti”. E’ lo stato d’animo col quale domani i mitilicoltori scenderanno in piazza pronti, se sarà necessario, a boicottare anche la distruzione delle cozze. Sempre che nel frattempo non arrivino le garanzie sperate.

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