28 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 23:04:00

Cronaca

Sequestrati 13 supermercati

“Feudo”: L'operazione della Guardia di Finanza


TARANTO – Una catena di supermercati del valore di oltre 4 milioni di euro è stata posta sotto sequestro dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione “Feudo”.
Sono stati i militari del gruppo di Taranto diretti dal tenente colonnello Domenico Mallia a sequestrare 13 punti ven­dita tra  Taranto, Statte, San Giorgio, Grottaglie, Pulsano e Crispiano.
Il  Tribunale del Riesame di Lecce ha accolto l’appello presentato dal pm antimafia, dottor Alessio Coccioli dopo che il gip aveva respinto la richiesta di sequestro.
C’è comunque la facoltà d’uso: i 13 supermercati restano aperti e i posti di lavoro sono salvi.
Il tribunale ha affidato la catena di supermercati ad un amministratore giudiziario.  Proprio nei giorni scorsi per l’operazione “Feudo” condotta contro il clan Cesario sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini a 87 presunti appartenenti all’organizzazione sgominata, a giugno scorso, dalla Guardia di Finanza.
Secondo l’accusa il  clan voleva controllare tutte le attività illecite: dal traffico di droga, al racket, dall’usura al riciclaggio di denaro, alle armi.  
Giuseppe Cesario, detto Pelè, deceduto il 29 marzo del 2014, era il capo indiscusso. Controllava tutte le attività del clan, decideva sulla destinazione dei proventi molti dei quali reimpiegati in attività economiche lecite, dava i compensi, compreso quelli utilizzati per il sostentamento delle famiglie degli affiliati che erano dietro le sbarre.
Gli investigatori della Finanza coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce   hanno accertato che il capo attraverso Vincenzo Di Comite e Egidio Guarino avrebbe provveduto anche a diri­mere controversie interne al clan.
Altri elementi di spicco erano Cosimo Bello il quale aveva il grado di “santista” e Carlo Mastrochicco.  
Co­simo Morrone, invece, avrebbe avuto il compito di organizzare la vigilanza sul boss che spesso era costretto a ricoveri in ospedale.
I tre luogotenenti avrebbero curato per conto dell’organizzazione l’approvvigionamento di armi e droga e intrattenuto rapporti con esponenti della ‘ndrangheta.
Gian­ni e Luciano Bello avrebbero gestito il traffico di droga.
Francesco Gesualdo, Cataldo Marzella e Domenico Scarci secondo gli investigatori erano gli autisti dell’organizzazione. Salvatore Musciacchio che aveva il grado di “camorrista” e Alessio Ferrigni che aveva il grado di “pic­ciotto” erano i guarda­spalle.  
Anna Rabindo (convivente di Cesario) e Daniela De Gennaro erano le consigliere del clan. Domenico, Raffaella e Francesca Cesario e Vittoria Russo, i cassieri dell’organizzazione.
Anche durante l’operazine scattata a giugno finirono sotto sequestro altre attività commerciali tra cui un’agenzia di pompe funebri.
Furono sequestrate aziende, immobili e autovetture per un valore di un milione di euro.

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