Cronaca

La Borsci deve restare “made in Taranto”

L’appello della Fai Cisl in attesa della proroga in favore della Caffo


«Confi diamo che effettivamente non vi siano impedimenti alla concessione della proroga di fi tto dello stabilimento Borsci – che scade sabato 22 ottobre – chiesto dalla B.s.m. srl della Famiglia Caffo (imprenditori di Vibo Valentia e produttori del “Vecchio Amaro del Capo”) dopo quanto dichiarato dalla curatela fallimentare nel recente incontro tenuto presso la Provincia di Taranto, Servizio Controversie Collettive».

E’ l’auspicio di Antonio La Fortuna, segretario generale Fai Cisl Taranto in merito alla vertenza che tiene con il fiato sospeso i lavoratori della Borsci. «La proroga, a nostro avviso, sarebbe il presupposto per salvaguardare l’occupazione delle attuali 10 unità lavorative, per dischiudere prospettive favorevoli nel medio-lungo periodo di rilancio del glorioso brand che fi gura tra le eccellenze dell’Agroalimentare nel nostro territorio e, non per ultimo, per confermarne la permanenza produttiva qui e non altrove, possibilmente con più forza lavoro occupata. In tutti i casi, la Borsci impianto produttivo all’avanguardia di proprietà della Ilbi S.p.A., verrà acquistata alla fi ne dell’intera procedura del fallimento. Interesse della Fai Cisl Taranto Brindisi, come analogamente per l’economia ionica, è che il/i potenziale/i acquirente/i siano dotati di un piano industriale chiaro e defi nito che noi chiederemo di conoscere preventivamente al fine di scongiurare rischi, come ad esempio l’assenza di investimenti economici canalizzati alla penetrazione commerciale ulteriore di questo marchio Made in Taranto su un mercato non solo locale e regionale ma anche nazionale e mondiale».

Tra rischi paventati dalla Fai Cisl Taranto quello legato ad «un acquisto della Borsci funzionale unicamente ad azzerarne l’attuale concorrenzialità con altri marchi, a de/localizzare e, quindi, a cancellarne ogni traccia. Ma contro questa evenienza ci batteremo, forti della consapevolezza che le eccellenze produttive vanno salvaguardate ed implementate e che il Mezzogiorno non debba essere terreno di arrembaggio per alcuno».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche