26 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Gennaio 2021 alle 12:07:51

Cronaca

Il Mise smentisce l’Autorità per l’Energia: «Nessun aumento in bolletta per salvare l’Ilva»

Il vice ministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova cerca di smorzare le polemiche


L’Autorità per l’energia lancia l’allarme: il decreto Ilva sul finanziamento statale per investimenti ambientali e sanitari del siderurgico rischia di provocare aumenti sul costo dell’elettricità che si tradurrebbero in bollette più salate.

Pronta la replica del Ministero dello Sviluppo Economico (Mise): “Nessun aumento”, dichiara il vice ministro Teresa Bellanova. E dal Ministero arriva una nota ufficiale: dal decreto “non discende alcun effetto sui prezzi” delle bollette elettriche. La vicenda prende le mosse dai diversi decreti salva-Ilva varati negli ultimi due anni, che assicurano alla società siderurgica la possibilità di contrarre finanziamenti statali, previa la restituzione degli stessi nel medesimo esercizio finanziario nel quale sono stati erogati. Per il 2016, si tratta di una somma pari a 400 milioni di euro.

Tuttavia, con il nuovo decreto, non solo il termine per il rientro dei fondi è stato spostato al 2018 (“ovvero successivamente”), ma soprattutto per sostenere questo rinvio si è deciso di coinvolgere la vecchia Cassa Conguaglio, ormai ridenominata Cassa per i servizi energetici e ambientali. Ebbene, spiega l’Autorità in una segnalazione inviata a Governo e Parlamento, questa procedura “determina una significativa riduzione dei margini di flessibilità di manovra da parte di Csea per le attività di competenze nei settori energia e ambiente”. Una minore flessibilità che “potrebbe, peraltro, determinare la necessità di acquisire ulteriore gettito derivante dal prelievo tariffario a gravare sulle bollette energetiche dei clienti/utenti italiani (famiglie e imprese) anche se destinate a differenti finalità, non riconducibili al settore energetico e/o idrico”.

L’Autorità ha poi precisato che “i rischi di aumenti tariffari si manifesterebbero solo se il rimborso dell’importo non sarà effettuato nel termine previsto nella norma, cioè nel 2018”. “La norma – assicura comunque Bellanova – è chiara: ha natura temporanea e prevede che il rimborso dell’importo sia effettuato dal 2018. Postulato confermato il 23 giugno scorso alla Camera.

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